Comelico Superiore (BL), 26 – 08 – 23 Un’escursionista tedesca ha perso la vita questa mattina, precipitando per circa 200 metri dalla Ferrata Bepi Martini al Campanile Colesei, che stava percorrendo assieme al marito.
Scattato l’allarme verso le 10.30, sul posto è volato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha individuato il luogo dove si trovava il corpo sotto la parete, nel canalone su cui passa a zig zag il sentiero che sale dal Rifugio Lunelli verso l’attacco della Ferrata. Sbarcati con un verricello di 20 metri tecnico di elisoccorso e medico, non si è potuto far altro che constatare il decesso della 55enne tedesca. La salma è stata imbarellata e, non appena giunto il nulla osta per la rimozione, recuperata, per essere trasportata in piazzola a Padola e affidata al Soccorso alpino della Guardia di finanza. Il marito, che aveva assistito all’incidente è poi sceso fino a dove si trovava il corpo senza vita della moglie. Dalle sue parole la donna, che era perfettamente attrezzata, nel momento della caduta era slegata dal cavo e si era staccato l’appiglio a cui si teneva. L’uomo è stato accompagnato a valle dai tecnici del Soccorso alpino della Val Comelico, uno dei quali era già casualmente sul posto.
Attorno alle 14 Falco 2 è volato lungo l’Alta via dei Rondoni, a Tambre, dove all’altezza di Forcella Colombera un’escursionista di 32 anni di Ferrara era scivolata dal sentiero, ruzzolando una decina di metri. La donna, che si trovava con il marito poi sceso assieme a un’altra persona sul posto, è stata raggiunta dal personale sanitario e dal tecnico di elisoccorso. Prestatele le prime cure per un sospetto trauma cranico e per una ferita alla testa, l’infortunata è stata imbarellata, issata a bordo con un verricello di 10 metri e condotta all’ospedale di Belluno. Verso le 15 Falco 2 è stato inviato in Val Frison, a Santo Stefano di Cadore, dove, primo di cordata, un alpinista era volato una decina di metri all’ottavo tiro della Via del Tipico sul Merendera. Il 31enne di Staranzano (GO), con sospetto trauma cranico, al volto e a un polso, è stato recuperato con un verricello di 30 metri e trasportato all’ospedale di Treviso. Imbarcato e portato a valle anche il compagno.
Nel pomeriggio l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto per due differenti scivolate sulle montagne di Cortina. Sopra il Rifugio Scoiattoli per una 60enne di Teolo (PD), che aveva riportato la sospetta frattura di tibia e perone. Atterrati in piazzola, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno raggiunto a piedi la donna, l’hanno stabilizzata e trasferita sull’eliambulanza. Di seguito i soccorritori sono sbarcati in hovering sotto Forcella Lagazuoi, dove un 78enne di Loreggia (PD), si era fatto male a una gamba ed è stato recuperato con il verricello. Entrambi gli inforunati sono stati trasportati all’ospedale di Belluno. Successivamente è scattato l’allarme per una cordata di alpinisti in difficoltà sulla parete sud della Marmolata. I due scalatori, 32 anni lui, 22 anni lei, di Valdagno (VI), 200 metri sotto la cima erano stati colti dal temporale, sulla variante Messner della Via Vinatzer. Fissato il campo base al Rifugio Falier, l’elicottero è salito in quota sotto la pioggia e, dopo averli individuati in parete, è riuscito a calare alla loro altezza il tecnico di elisoccorso con un verricello di 90 metri. Entrambi gli alpinisti sono stati recuperati e lasciati al Rifugio Falier.



