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Consorzio forestale. Dal Farra (Belluno Alpina): ”Realizzarlo al più presto. Per far vivere il comprensorio prealpino serve curare l’ambiente

Gimmy Dal Farra – Belluno Alpina

“Per vivere, far vivere e rilanciare l’intero comprensorio prealpino, serve curare l’ambiente delle sue frazioni, creando possibilità per i turisti e i residenti. Anche alla luce della nascita del nuovo Cluster della filiera del legno, si fa quindi sempre più urgente la nascita di un consorzio forestale pubblico-privato che, grazie alle recenti novità normative, potrebbe vedere anche l’ingresso di un partner di esperienza e spessore del calibro di Veneto Agricoltura”: l’associazione Belluno Alpina rilancia il tema del consorzio forestale, alla luce delle novità legislative ma anche economiche intorno al Colle.

“Abbiamo seguito con interesse la presentazione delle proposte di Nevegal 365; senza entrare nel merito, è indubbio che tutto l’ambiente circostante – boschi, sentieri, piste,… – va curato e reso all’altezza dell’accoglienza dei turisti, ma è fondamentale anche per trattenere e attirare residenti; inoltre, c’è l’importante risvolto economico che può arrivare dalla vendita del legname e dalla valorizzazione locale della filiera del legno, che serviranno anche da incentivo ai privati per curare e rendere redditizi i loro boschi oggi abbandonati. – continuano dall’associazione. – Ci rifacciamo sempre al nostro progetto antispopolamento Ronce 2020, un progetto nato dal basso che in questi anni ha portato alla progettazione e prossima realizzazione del lago a scopo naturalistico e di protezione del bosco; ora ci stiamo attivando per la ricerca di finanziamenti per il completamento della strada da Valdart a Valpiana per collegare queste località turistiche all’area del nuovo lago, la sistemazione della strada comunale interna, ma anche investimenti per affittacamere e ristrutturazioni dei ruderi, la ripresa del progetto Habitat per dare un punto di riferimento e servizi alla comunità”.

Un grosso aiuto potrebbe arrivare in questo senso dai bandi regionali, non ultimo quello che finanziato dal PSR mette a disposizione 5,6 milioni di euro per la realizzazione e il miglioramento delle “infrastrutture ad uso collettivo e pubblico, in particolare la viabilità forestale e silvo-pastorale”.
“Vogliamo lavorare per rendere pulito l’ambiente, e per farlo serve che ci sia una realtà dedicata che si occupi dei territori dai 600 metri di quota in su perché questo è il tasto dolente per tutti i comuni. Noi volontari e residenti possiamo fare qualche giornata, ma qui servono mezzi e personale adeguato: – proseguono da Belluno Alpina – la giornata di pulizia dei sentieri ci ha infatti mostrato come anche le strade secondarie siano impraticabili, strade che un tempo servizi forestali o Unione Montana provvedevano a ripulire e che ora sembrano abbandonate a loro stesse; ci sono 4mila ettari di bosco dove alberi e piante crescono e cadono in maniera incontrollata”.

“Per questo, è fondamentale l’istituzione di un consorzio forestale che si prenda in carico la gestione di questo territorio, con la partecipazione o in convenzione con le realtà pubbliche che possano sostenerlo nella partecipazione a bandi e nell’intercettare fondi. In questo senso, la possibilità recentemente emersa di un ingresso di Veneto Agricoltura nei consorzi forestali direttamente come socio rappresenta una svolta che non va persa, soprattutto guardando all’imminente uscita di bandi regionali su questi temi e ai fondi Leader gestiti dal GAL. I sindaci si attivino quindi al più presto con i loro uffici e i segretari comunali per partecipare a questi bandi e studiare lo statuto per il nuovo consorzio forestale. In questa fase di partenza, il pubblico deve fare da traino e propulsore, per indicare la via ed essere da esempio: deve credere nelle manutenzioni, che portano un ambiente migliore e generano economia attraverso la vendita del legname e le attività legate al turismo. – proseguono dall’associazione – Bisogna partire al più presto, per fermare l’avanzata del bosco e per sfruttare fin da subito le opportunità che a livello nazionale e regionale stanno nascendo. La sede c’è già: l’ex scuola di Ronce, per la quale esiste un progetto di recupero e che sarebbe perfettamente inserita nel contesto forestale. Servono uomini, una squadra per i lavori e un dottore forestale per lo studio e il coordinamento; al comprensorio non serve un nuovo ente, né tanto meno l’ennesimo carrozzone: serve un’azienda che possa veramente contare su gente del fare”.

Nel frattempo, nelle prossime settimane Belluno Alpina vuole organizzare un incontro con il presidente del consorzio forestale della Valvestino e quello di Ponte di Legno, entrambi dal Bresciano, e altri due rappresentanti dei consorzi di Edolo e dell’Alta della Valcamonica, che saranno ospitati nel comprensorio prealpino per poter mostrare loro il territorio: “Ricambiamo così l’ospitalità ricevuta in occasione della nostra visita in Lombardia di qualche anno fa e sfrutteremo questo incontro per parlare a quattr’occhi dei temi e delle problematiche che ci accomunano. Lì sono presenti da oltre 30 anni ben 24 consorzi forestali che si occupano di manutenzione del territorio boschivo, ma anche di attività di tipo turistico, culturale e di promozione; un’esperienza che vorremmo portare anche da noi”, concludono da Belluno Alpina.