
Per individuare le azioni da mettere in campo in materia di politiche giovanili, saranno ascoltati i ragazzi del neo costituitosi Comitato dei Giovani. È quanto emerso nell’ultimo incontro, avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo Rosso tra i rappresentanti del gruppo e l’Amministrazione. “Tra le varie linee di attività, ci sarà la partecipazione dei ragazzi del Comitato al Piano Giovani con capofila il Comune di Ponte nelle Alpi, progetto elaborato insieme ai Comuni dell’Ambito Ven01 – spiega il sindaco Oscar De Pellegrin -. Nel Piano Giovani saranno individuate le azioni da mettere in campo, azioni di carattere educativo, formativo, culturale e di prevenzione: sono iniziative rivolte ai giovani perciò il loro coinvolgimento ci sembra naturale. Vogliamo capire da loro di cosa c’è bisogno, ascoltarli e progettare insieme interventi mirati e davvero dedicati, non calati dall’alto”.
All’incontro hanno preso parte il sindaco, l’assessore alle politiche giovanili Roberta Olivotto, la psicologa del Comune Sonia Fagherazzi e, per il Comitato dei Giovani, la presidente Rebecca Esposito, la vice presidente Emanuela Benincà, Giacomo Bocchese, Nicola Bortoluzzi e Natan Sommacal.

“Abbiamo posto le basi per una collaborazione, sono nate idee interessanti – spiega Olivotto -, da qui in avanti il gruppo lavorerà anche per presentare proposte all’Amministrazione. Noi appoggeremo le iniziative e, di pari passo, saremo da stimolo per un coinvolgimento nella programmazione, anche, delle attività dei Piani Giovani. Avere un canale diretto con i ragazzi è fondamentale, parlandosi apertamente emergono questioni e necessità alle quali è fondamentale dare una risposta se davvero vogliamo incidere sul grande problema del nostro territorio, quello dello spopolamento”.
Il tema dello spopolamento è stato affrontato anche nel corso dell’incontro, quando l’assessore ha spiegato ai ragazzi il ruolo importante a cui il Comitato è chiamato: quello di fare da tramite tra il mondo dei giovani e l’Amministrazione, così da individuare quei bisogni e quei desideri che, se colmati, possono rappresentare uno stimolo a tornare sul territorio dopo gli studi universitari, se non addirittura attrarre ragazzi da fuori. “In questo senso sarà importante il progetto di portare a Belluno il Corso di laurea triennale in Informatica dell’Università degli studi di Verona – aggiunge il primo cittadino -: mettiamo così le basi per fermare sul territorio chi è interessato a questa formazione e per attirare studenti da altre province”.
