
Le abbondanti piogge registrate a maggio, e quelle intermittenti a giugno e inizio luglio, rischiano di compromettere l’annata agraria in tutto il Bellunese.
L’allarma viene lanciato da Cia Belluno: “A motivo delle forti precipitazioni che si sono verificate nella tarda primavera non è stato possibile effettuare il primo sfalcio dei prati nel momento di massimo sviluppo vegetativo”. “Le relative operazioni sono slittate di quasi un mese, spiega il presidente di Cia Belluno, Rio Levis – Parte del prodotto, però, risulta deperito”. In ritardo pure le semine del mais e della soia, sempre a causa del meteo avverso. “E chi ha provato a seminare nei tempi corretti – continua il presidente – ora sta procedendo alla risemina in quanto il primo seme è marcito sui campi”. Vengono inoltre segnalate forti infestazioni di malerbe. “Gli imprenditori agricoli saranno tenuti ad eseguire nuovi trattamenti, con conseguenti ulteriori costi di produzione da mettere a bilancio”. Rimane irrisolto, poi, il cronico problema relativo alla fauna selvatica (con un incremento delle aggressioni nell’ultimo periodo): “Cinghiali, ma anche cervi e caprioli col solo loro passaggio rischiano di compromettere un anno di sacrifici. Oltre ai danneggiamenti arrecati dai corvidi”. Infine, i pascoli: “Ormai le malghe sono pienamente operative. La speranza degli stessi malgari è quella di non subire predazioni da parte dei lupi e dei grandi carnivori, come accaduto qualche notte fa a Chies d’Alpago”.



