
La rete “Giù le mani dalla Sanità bellunese” ha promosso per sabato 8 luglio alle ore 15.00 alla Ex Casa Rossa di Ponte Nelle Alpi, una assemblea aperta al pubblico per illustrare l’intera questione riguardante i tagli alla spesa sanitaria e la spesa prevista per le Olimpiadi.
Il tema era stato discusso sabato scorso 1 luglio, in occasione della manifestazione di Sport Popolare – Contro Grandi Eventi al Campus Tina Merlin di Feltre, organizzato da “Nostra Squadra è il mondo intero”, dove si era tenuto l’incontro per la presentazione del libro bianco delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 “Ombre sulla Neve” scritto da Luigi Casanova.
All’evento era stata invitata una rappresentanza della rete “Giù le mani dalla Sanità Bellunese” che hanno parlato della spesa sanitaria sempre più bassa a scapito appunto di spese in continua crescita per un unico evento sportivo.
Mai luogo è stato più significativo per la rete – sottolineano i membri della rete Giù le mani dalla Sanità bellunese – il campus, infatti, è attualmente sede del reparto di comunità per le persone con disagio mentale CPRT.
Un luogo dove – come è stato detto sabato – “chiuso dentro nel più millenario edificio ex
struttura romana, ex convento agostiniano, ex ospedale civile, ex manicomio (come si chiamava un tempo), ben protetti dalle solide mura secolari, dagli intonaci sbrindellati, da spettacolari balconi cadenti, finestre enormi sbarrate come prigioni, vivono i loro periodi di cura i nostri pazienti psichici, di cui tanti, troppi giovani“ .
Così – prosegue la nota del gruppo Giù le mani dalla Sanità bellunese -, accanto al continuo contenimento della spesa sanitaria e ancor di più mentale, accanto alla sospensione (la direzione Ulss1 Dolomiti ha sempre parlato di sospensione, non già di chiusura) del reparto psichiatrico di Feltre e a nessuna proposta seria per una struttura adatta, magari aperta al sociale, dove i pazienti psichici vengono accolti, si è parlato di tutti gli altri disservizi nel campo sociale e sanitario che più e più volte i comitati, le associazioni e i cittadini bellunesi hanno evidenziato e comuni a tutta la provincia e oltre confine.
Accanto alla spesa per le Olimpiadi (che si avvicina sempre al miliardo e mezzo nella sola nostra provincia) ben spiegato dallo scrittore Luigi Casanova, la rete ha elencato una parte di quello che potrebbe essere fatto. Partendo dal disagio delle persone nei trasporti e nel raggiungere gli ospedali e i reparti, alla pura sopravvivenza messa a dura prova sia che una persona abiti in questi territori sia che li viva da turista.
I relatori – prosegue la nota – hanno posto l’attenzione su tutte le promesse fatte e su ciò che si nasconde e si sottrae alla popolazione bellunese sia in termini di denaro pubblico che come ambiente e paesaggio. Senza nulla togliere agli sportivi, che usufruiranno delle opere per poco tempo in un luogo che dovrebbe avere nella sua natura incontaminata un punto di forza, i cittadini i Comitati e le Associazioni e da un po’ anche le Organizzazioni Sindacali e i politici sensibili, si batteranno per portare alla luce la duplice beffa: si pagherà caro per le spese a la realizzazione delle opere, si pagherà dopo nel veder lasciate nel territorio opere inutilizzabili e si pagherà comunque per un Sistema socio sanitario che strizza l’occhio sempre più al privato.
La preoccupazione per la situazione che peggiorerà richiede maggiore determinazione ad andare avanti per opporsi alla distruzione della sanità pubblica. Si rende necessario quindi un dibattito pubblico anche allo scopo di preparare una manifestazione provinciale per far sentire tutte le voci di noi “montanari”.
