Ennesimo attacco da parte del lupo ai danni di un gregge di pecore, a Chies d’Alpago, nella notte fra sabato e domenica scorsi. Quattro quelle morte immediatamente, a causa delle ferite riportate. Due, invece, ritrovate agonizzanti, sono state soppresse dal veterinario a motivo dei gravi traumi riportati.
L’aggressione è avvenuta in via Tarcogna, a Lamosano, su un pascolo a lato strada, molto vicino al centro della frazione. Adriano Pedol, titolare dell’omonima azienda agricola di San Martino d’Alpago, era rimasto a sorvegliare il suo gregge fino all’1.30 di domenica mattina. Dato che a quell’ora la situazione era tranquilla, ha deciso di rincasare per riposarsi. Ieri mattina, al suo rientro, la tragica scoperta.
“Il gregge stava all’interno di un recinto antilupo, realizzato secondo le linee guida stabilite dalla Regione Veneto – commenta lo stesso Pedol – Davvero non so più in che maniera proteggere le mie pecore da queste continue predazioni. Quali le azioni concrete che le Istituzioni competenti stanno portando avanti al fine di fermare le aggressioni?”. Peraltro è più di un mese che, nottetempo, Pedol fa da guardiano ai suoi animali, proprio per scongiurare questi attacchi. Stavolta, però, non è bastato.
“I grandi predatori vanno educati a rimanere distanti dai centri abitati e dalle greggi – sottolinea il presidente di Cia, Confederazione italiana agricoltori di Belluno, Rio Levis – Auspichiamo che nel Bellunese si arrivi presto ad un piano di contenimento del lupo”. Nel frattempo, ed è la proposta di Cia Belluno, “la Provincia dia la possibilità agli allevatori e ai pastori di intervenire subito in caso di attacchi attraverso metodi dissuasivi, previa frequentazione di specifici corsi di formazione e autorizzazioni ad hoc”. “Se già adesso, con un numero limitato di lupi, la situazione è questa – prosegue Levis – con predazioni ormai quotidiane, cosa accadrà tra qualche mese”?



