
Un crudele caso di femminicidio accaduto novant’anni fa nella frazione di Sant’Antonio di Tortal, all’epoca Comune di Trichiana, oggi Borgo Valbelluna. Se ne occupa nel prossimo libro che uscirà a fine dell’estate Roberto De Nart, giornalista bellunese, che prosegue così il filone di sangue iniziato qualche anno fa con “I soldi della contessa” (2018), sull’uccisione a guerra finita di Marta Kusch a Feltre nel 1945; “Il delitto Cimetta” (2019) la storia della titolare del Caffè Vittoria di Belluno uccisa a Venezia nel 1947; “Il delitto di Busto Arsizio” (2020) la tragica vicenda della giovane di Cesiomaggiore Silvia Da Pont, narcotizzata e fatta morire da Carlo Candiani nel 1951; “L’inquietante morte di Lea Luzzatto” (2023) sull’uccisione senza colpevoli della giovane professoressa accaduta a Belluno nel 1946.
Quello di Emma Canton, così si chiama la ragazza 22enne assassinata brutalmente nella notte tra sabato 4 e domenica del 5 febbraio del 1933 a Sant’Antonio Tortal da Abele De Barba, è un omicidio orrendo per le modalità adottate dall’assassino. Un omicidio reso ancor più odioso perché Emma era incinta di due mesi a seguito della relazione poi interrotta con lo stesso suo carnefice. Di più. Come rivelano gli atti processuali conservati all’Archivio di Stato di Venezia, Emma, anche da morta, sarà lasciata sola dalla comunità in cui vive. Possibile che su una sessantina di testimoni, ad inquadrare la personalità dell’assassino sia solo un’altra donna, la vicina di casa dell’omicida, che dichiarerà agli inquirenti: “E’ un giovane falso, e nell’intimità un violento”! Per tutti gli altri, Abele De Barba è un bravo giovane laborioso! Spiace constatare che novant’anni sembrano trascorsi inutilmente, dal momento che anche oggi succedono fatti analoghi, dove talvolta è ancora la vittima ad essere colpevolizzata. Ma le indagini in questo caso sono condotte egregiamente e le prove di colpevolezza sono inconfutabili, tali da inchiodare l’assassino. Così il 12 ottobre 1933, otto mesi dopo il delitto e con una serie di colpi di scena, la Corte d’Assise di Belluno condanna all’ergastolo, inasprito da un anno di isolamento, il 22enne di Sant’Antonio di Tortal, Abele De Barba, per aver ucciso per motivi abbietti e con premeditazione la povera Emma Canton. Ma l’ergastolo in Italia, non significa fine pena mai, come si vedrà, nemmeno per i peggiori criminali.



