
Biagio Marin e Dino Buzzati si incontrano a casa di Pasolini
Sabato 17 giugno era presente anche il Comune di Chies d’Alpago, con il sindaco Gianluca Dal Borgo, a Grado in via Marina 33, civico della Galleria dell’artista Vincenzo Munaro.
L’occasione, il riconoscimento con cui la storica associazione Graisani de Palù ha voluto omaggiare Munaro per quanto ha fatto nei suoi 55 anni di presenza in quel di Grado.
Per il sindaco è stata una bella giornata di contaminazione per la quale a ringraziato il paesano di Funes, Vincenzo Munaro. Un’artista che ha donato la sua vita all’arte e che in questa giornata importante sull’isola, ricordando anche Pasolini “è riuscito a mettere insieme amministratori di Chies e di Grado, artisti e letterati, associazioni e persone, a contaminarli per creare nuove idee, per creare un nuovo futuro per Grado e per il territorio della Conca dell’Alpago e della Valbelluna”.
Dopo il grande ritorno al lavoro nel suo paese d’origine con 11 strappi d’affresco inaugurati un anno fa con la ristrutturazione del Casal di Funes ad opera del fratello Giglio, Vincenzo Munaro torna a raccogliere vicino a sé amici e Istituzioni, non solo italiani, dalla montagna al mare.
Dall’assessore alla cultura del Comune, Raffaella Marin, e il comandante della Polizia locale, Mario Bressa, per Grado, agli amici bellunesi come l’imprenditore Giuseppe Da Pian, l’editrice Francesca Cresta e l’immancabile compagno di avventure a Venezia durante gli anni dell’Università, Oscar De Bona che, come presidente dell’Associazione dei Bellunesi nel Mondo, ha voluto evidenziare le tantissime iniziative realizzate negli ultimi trentanni tra Grado e la montagna bellunese, nello spirito dei bellunesi nel mondo. “Vincenzo Munaro ha sempre costruito rapporti con le altre realtà e sono orgoglioso di questo. Lo devo anche ringraziare, perché è nello spirito dei Bellunesi nel Mondo, e lui è fuori dal territorio della provincia e del suo comune di nascita. Importante, perché così costruiamo rapporti e costruiamo la pace”.
E dopo la cerimonia in via Marina, il viaggio attraverso l’arcipelago fino al cason mota Safòn, dato in gestione dal Comune all’Associazione gradese. “Mota Safòn ha di particolare che nel periodo 1969-1972 vedeva la presenza di Pierpaolo Pasolini – spiega il presidente Giorgetto Guzzon – e con lui Ninetto Davoli, Maria Callas ed altri personaggi che hanno girato alcune scene del film Medea. Attraverso i componenti del direttivo e collaboratori esterni riusciamo a far sì che questo luogo rimanga un luogo di memoria e di testimonianza Pasolini all’interno del casone principale e, in una casetta immediatamente a fianco definita il luogo della tradizione, di come si viveva una volta il laguna”.
All’insegna della memoria, della cultura e dell’arte, la presentazione e gli interventi dell’attore, regista e direttore artistico dell’associazione Grado Teatro, Tullio Svettini. A lui il merito in questa occasione di aver sapientemente intrecciato la poesia di Biagio Marin e gli scritti di Dino Buzzati. Laguna e Montagna presentate in una lettura intensa a due voci con l’aiuto dell’umanista Dagmar Bernardis, laureatasi a Vienna quarant’anni fa con una tesi proprio su Buzzati.



