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martedì, Maggio 28, 2024
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Una babysitter per l’emergenza

Per una famiglia trovare una babysitter ideale può essere un’impresa davvero difficile. Non si spaventino quindi i genitori se qui leggeranno, in realtà, che sarebbe meglio averne due di babysitter in agenda. Infatti può capitare quella volta che la tata “ordinaria” non sia disponibile e, guarda caso, proprio quel giorno i nonni hanno degli impegni e tu non puoi stare a casa dal lavoro perché hai quella riunione fissata da tanto tempo con il board internazionale.

Ecco che diviene indispensabile la cosiddetta babysitter a chiamata: si tratta cioè di una persona che può sostituire la babysitter che normalmente fa servizio all’interno della tua famiglia, e che è disponibile a intervenire nei momenti di emergenza. È sicuramente vero che un lavoratore ha diritto di avere alcuni giorni per l’assistenza dei propri figli, tra permessi per malattia dei bambini, ore di allattamento e così via, ma, ad esempio, i liberi professionisti non godono di questo i diritti e anche le piccole imprese certe volte non li prevedono, o almeno non in egual misura rispetto alle grandi aziende.

Ciascuna famiglia quindi è bene che si tenga pronta una babysitter per l’emergenza. La trafila della selezione è è sempre la medesima: oggigiorno vi sono numerosi siti che permettono di individuare profili interessanti di babysitter con pochi clic e poi di contattare le candidate e effettuare la scelta. Fondamentale mettere subito in chiaro che sarà una collaborazione saltuaria e, soprattutto, capire se questa persona è disponibile negli orari in cui più facilmente si potrebbe creare l’urgenza. Ad esempio al mattino, durante l’orario di scuola.

Certamente, prima di affidarsi al web, si può provare a chiedere alla propria tata fidata se ha qualche amica che potrebbe eventualmente fungere da supplente in casi eccezionali: la comunicazione in questi casi sarebbe ulteriormente facilitata. Potrebbe esserci anche una conoscente della tua famiglia o una vicina di casa disponibile a intervenire saltuariamente.
Ciò che bisogna tenere a mente è che da un lato i bambini devono abituarsi a stare con una persona con cui abitualmente non convivono, dall’altra la babysitter deve imparare conoscere le regole della casa. Per questo, anche nel caso di babysitter a chiamata, il suggerimento è quello di far incontrare i piccoli con la persona almeno una volta prima di iniziare la collaborazione: in questo modo il bambino inizierebbe ad dabituarsi ad un nuova presenza. Allo stesso tempo, un genitore dovrebbe mettere a disposizione della professionista un elenco di istruzioni per gestire la casa, il tempo, il bambino. Ci vuole insomma un periodo di inserimento in cui la babysitter supplente potrebbe affiancare i nonni oppure la Mary Poppins principale.

Potresti ora pensare che, in caso di ritardi sul lavoro, comunque, c’è la possibilità di lasciare il bambino al doposcuola, un servizio offerto dalla maggior parte degli istituti scolastici. Ma basta un mattino in cui il bimbo si svegli con la febbre o un imprevisto che si manifesti dopo l’orario del doposcuola, che la babysitter a chiamata torna essere una figura molto utile nella quotidianità di una famiglia.

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