
Il Comune di Ponte nelle Alpi evidenzia l’importanza della gestione del personale dipendente in un’ottica di genere. E lo fa attraverso un’interessante e approfondita analisi, dal titolo “Donne e leadership”.
Le esigenze di sviluppo delle comunità, della provincia di Belluno e del Paese Italia richiedono amministrazioni pubbliche in grado di elaborare e attuare politiche efficaci. Anche di fronte a percorsi come quello del Pnrr, c’è la necessità di sviluppare un clima favorevole all’innovazione, a valorizzare le energie e le capacità presenti negli ambienti di lavoro.
Le stesse amministrazioni possono svolgere un ruolo di primaria importanza per valorizzare i dipendenti e promuovere la presenza delle donne anche in posizioni di vertice per raggiungere un “equilibrio di genere a livello decisionale”, così come affermato anche dalla Comunità europea. In questo senso, il rapporto elaborato dal Comune di Ponte nelle Alpi fornisce un’attenta lettura della presenza delle donne, del ruolo attivo e proficuo svolto, della formazione e della flessibilità del lavoro: «Leggere i fenomeni, le dinamiche e i risultati delle amministrazioni locali – spiegano i vertici comunali – è funzionale alla valorizzazione delle donne e degli uomini che operano all’interno dell’organizzazione e consente di migliorare la qualità del lavoro, dando risposte più efficaci ed efficienti ai cittadini e alla comunità locale».
Entrando nel dettaglio, dall’analisi emerge che il personale dipendente del Comune di Ponte nelle Alpi presenta, nel 2022, la stesse ripartizione tra i generi degli anni precedenti: 2 lavoratori su 3 sono donne. E proprio le donne rappresentano il 63% totale dei dipendenti. In rapporto alle classi di età, il 56% delle donne e il 60% degli uomini sono inclusi nella fascia di età tra 51 e 60 anni, mentre l’età media generale è di 53 anni.
Rispetto alla “conciliazione vita-lavoro”, vengono considerati due principali strumenti: il part-time e la flessibilità oraria. La maggior parte dei fruitori del part-time, oltre a essere donna, si concentra nella fascia di età compresa tra i 51 e le over 60. E il dato lascia ipotizzare che la riduzione del tempo da dedicare al lavoro sia motivata da un maggior carico di esigenze di “cura”. Sembrerebbe, quindi, che il carico di lavoro ricada sulle donne con l’avanzare dell’età e con l’aumento delle esigenze espresse da parenti. La conciliazione avverrebbe, quindi, in accordo con le analisi sociologiche che vedono le donne impegnate su più fronti.
Per quanto riguarda la sfera delle pari opportunità, il Comune ha adottato il Piano triennale di azioni positive proposto dal Cug (Comitato unico di garanzia) in cui, tra gli obiettivi, è stata promossa la formazione del personale senza distinzione di genere. Nel 2022, il totale delle ore dedicate a quest’ambito si presenta sostanzialmente allineato.
In merito al divario economico, ovvero alla media delle retribuzioni onnicomprensive per il personale a tempo pieno, si rilevano differenziali di retribuzione media, più accentuati nella categoria intermedia. Nel livello più alto, il divario si riduce sempre a favore del genere maschile. E in termini di sviluppo di carriera e professionalità? Ai dipendenti sono stati attribuiti degli obiettivi legati a risultati da conseguire in maniera individuale o di gruppo, senza distinzione di genere.
