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lunedì, Marzo 4, 2024
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Interdittiva antimafia per un’azienda attiva nel cantiere di Pediatria a Padova * di Gianni Belloni

Cinque considerazioni e proposte per andare oltre gli appelli generici

Gianni Belloni – Direttore Cidv

Vedremo se l’interdittiva antimafia emessa della Prefettura di Padova verrà convalidata in seguito agli annunciati ricorsi al Tar da parte della dirigenza della Sidem Costruzioni Srl che operava nel cantiere della nuova Pediatria in quanto subappaltante della Setten Genesio di Oderzo.

Ricordiamo che l’interdittiva è uno strumento preventivo che non ha il valore di una condanna penale e che comporta l’esclusione attuata da parte del prefetto di imprenditori e delle loro attività economiche da rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione, qualora si accertino «tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte o gli indirizzi delle società e imprese interessate». La sua applicazione richiede la presenza di idonei elementi di fatto che possono testimoniare collegamenti con le organizzazioni mafiose, ma con livelli probatori molto diversi da quelli necessari per assicurare una sentenza penale.

L’occasione è comunque preziosa per ribadire alcune considerazioni indipendentemente dall’esito del procedimento amministrativo legato all’interdittiva emessa ieri:

– La ‘ndrangheta è uno degli attori consolidati dell’economia del Veneto
Lo sappiamo da anni, ma fatichiamo a prenderne laicamente coscienza, a raffigurarci questa presenza e questo ruolo. Parliamo di soggetti in grado di stipulare accordi a somma positiva con altre imprese e in alcuni casi possono diventare l’assicurazione sul futuro per imprese in difficoltà. Per questo il momento degli appelli generici è da tempo finito, occorre porre mano a qualche strumento utile.

– Creazione di una stazione unica appaltante

La complessità delle opere che saranno cantierate nei prossimi anni esige la strutturazione di una stazione appaltante perlomeno di livello provinciale che possa usufruire delle migliori professionalità presenti sul territorio in grado di gestire con competenza, trasparenza e tempestività complesse procedure. Se ne avvantaggerebbe senz’altro il Comune di Padova occorso in un grave infortunio con l’appalto dello stadio dove, stando alle ipotesi della Procura di Padova, avrebbe operato una ditta priva di qualsivoglia attestazione e che fino all’anno prima dei lavori, figurava come ditta artigiana con un unico dipendente.

– Promozione dei Patti d’Integrità

Il Patto di Integrità è un contratto legale che definisce un processo atto a favorire la piena trasparenza della procedura d’appalto e il coinvolgimento dei cittadini nella gestione delle risorse pubbliche. Il Patto di Integrità viene sottoscritto dalla stazione appaltante, dagli operatori economici che partecipano alla gara e da un organismo di controllo indipendente. Tale organismo indipendente è un’organizzazione della società civile che ha il compito di coinvolgere cittadini e portatori di interesse locali nel controllare che le parti coinvolte rispettino gli impegni, monitorando le varie fasi della procedura d’appalto. Tale sistema di monitoraggio, oltre a prevenire forme di corruzione, garantisce il rispetto delle tempistiche e delle procedure definite, evitando sprechi di risorse pubbliche dovuti a maggiori tempi e costi di realizzazione delle opere. Inoltre contribuisce a creare un meccanismo di fiducia e di coesione tra le parti in causa nella gestione di un appalto pubblico. Un esempio di applicazione di Patto d’integrità si è avuto nel 2019 a Cagliari con la costruzione della metropolitana di superficie.

– Trasparenza, trasparenza, trasparenza

Garantire, visti anche i finanziamenti arrivati ed in arrivo con il Pnrr, che le stazioni appaltanti siano “case di vetro” per cui siano facilmente rintracciabili i dati essenziali riguardanti le varie fasi del procedimento. Da questo punto di vista la Regione potrebbe fare molto in termini di servizi ai comuni con la realizzazione di un sito ad hoc in cui convogliare tutte le informazioni utili (come in qualche modo sta facendo la Regione Toscana e, a livello comunale, l’amministrazione di Savona)

– Gestione delle interdittive

Le interdittive antimafia hanno spesso un impatto non indifferente sull’operatività dell’impresa anche in termine di posti di lavoro. Sarebbe bene applicare le procedure più garantiste previste dalla nuova normativa (decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152) che implicano alcuni strumenti in capo al Prefetto come un contradditorio preventivo con l’interessato per verificare ulteriormente le ipotesi investigative e, in alcuni casi in cui si registrano delle collaborazioni occasionali con organizzazioni criminali, misure meno drastiche della rescissione del contratto come “l’adozione e l’attuazione di misure organizzative atte a rimuovere e prevenire le cause di agevolazione occasionale”. Lo sottolineiamo perché sensibili alle ricadute sociali, in termini soprattutto di tutela del lavoro, che provvedimenti simili possono comportare.

Cidv Centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata del Veneto   – Lies

il direttore

Gianni Belloni

 

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