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Bando Nevegal. Una reazione scomposta della maggioranza che nasconde la mancanza di idee sul Colle

Gruppo Insieme per BellunoCome sappiamo il bando per la gestione degli impianti del Nevegal è andato deserto.
La società che attualmente ne ha la proprietà e li gestisce afferma che il bando non le permetteva di partecipare. L’amministrazione comunale afferma che i paletti previsti dal bando erano obbligatori e che comunque non ne avrebbero impedito la partecipazione.

E mentre siamo in attesa che si decida se e come riaprire il bando, il gruppo di maggioranza “Belluno al centro” interviene per sostenere che la responsabilità dell’esito della gara sarebbe della precedente amministrazione.
Lo fa con la consueta arroganza di alcuni dei suoi esponenti, con inspiegabili attacchi diretti alle persone e sfidando il ridicolo, come quando afferma che la previsione del pagamento della stazione appaltante al termine delle operazioni di gara o allorquando la gara fosse andata deserta significherebbe che già c’era il dubbio che la gara non avesse esito positivo.

Quanto alla procedura ricordiamo che il percorso venne deciso dal consiglio comunale senza
incontrare sostanziali opposizioni.
Il bando di gara, invece, è stato licenziato dall’amministrazione attuale la quale ha anche affermato di “averlo rifatto”, cosa che non è poiché la precedente amministrazione aveva cessato il proprio incarico prima della sua stesura. In ogni caso se ne è assunta giustamente la paternità. Se non basta l’evidenza delle date, basterà ricordare che il 7 novembre 2022 l’assessore Roccon, rispondendo ad una interrogazione del nostro gruppo, affermava testualmente ”Oltre al piano della manutenzioni straordinarie in capo alla proprietà (quindi il Comune di Belluno – ndr), il concessionario provvederà ad attuare
e gestire interventi una tantum e manutenzioni ordinarie per un valore annuo che sarà inserito nel piano economico finanziario ritenuto congruo” per poi proseguire affermando che anziché 500.000 euro di canone concessorio annuo poteva essere sufficiente quello di 100.000,00 al netto della straordinaria manutenzione.
Tale risposta fa facilmente comprendere come il nodo delle manutenzioni straordinarie sia stato affrontato in modo confuso; quanto poi ai requisiti del fatturato annuo e del valore della concessione, essi non stati certo decisi prima del giugno 2022 e a noi lasciano dei dubbi.
Il valore della concessione dovrebbe essere calcolato sulla base del fatturato realizzabile nel periodo della concessione medesima. Ovviamente questo calcolo non può basarsi su mere ipotesi o speranze, tant’è che spesso si ricorre ai dati storici, con gli opportuni aggiustamenti. Come si è arrivati quindi al valore esposto nel capitolato ?
Lo abbiamo chiesto con una interrogazione.
Così come abbiamo chiesto come sia stato calcolato e perché si sia chiesto un fatturato minimo nel triennio pregresso, aspetto opzionale e non obbligatorio.
Scelte fatte negli ultimi mesi e non un anno fa, come quella di imporre i prezzi da praticare per i prossimi 12 anni che difficilmente può incontrare il favore di un imprenditore.

Il dubbio principale comunque è che sia proprio il tema delle manutenzioni straordinarie,
malamente e contraddittoriamente affrontato che abbia influito su alcune scelte, anche purtroppo a causa di un comportamento non chiaro da parte della Regione rispetto ai più volte ventilati e cospicui contributi.
Attendiamo la risposta, non senza ricordare che nessuno ha mai chiesto capitolati e bandi ritagliati su alcuno, ma solo fatti con precisione ed aderenza alla realtà.
Diverso invece sarebbe fare dei ritocchi ora, il che peggiorerebbe la frittata evidentemente fatta.
Semmai si dovrebbe pensare ad un bando completamente nuovo o anche a scelte diverse: chi amministra ha il diritto ed il dovere di compierle

Gruppo consiliare “Insieme per Belluno Bene Comune”

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