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Mezzo milione di euro per la cura delle persone fragili da Fondazione Cariverona

Fondazione Cariverona sostiene tre progetti innovativi di domiciliarità integrata per anziani e disabili nella provincia di Belluno

Il Presidente Mazzucco: “Sono fiducioso che il nostro rilevante impegno
in questo ambito sia di stimolo ai territori per garantirne
le prospettive di sviluppo e di sostenibilità”

Circa 480mila euro per sostenere progetti innovativi a servizio di persone anziane e disabili: sono questi i fondi assegnati da Fondazione Cariverona alla nostra provincia nell’ambito del bando Domiciliarità integrata. Al centro delle iniziative lo sviluppo di nuovi modelli di governance – territorialmente coordinati, efficaci e sostenibili – per la cura della fragilità. I contributi saranno erogati a tre enti capofila che, nei mesi scorsi, hanno presentato domanda: il Comune di Sedico, il Comune di Borgo Valbelluna e Servizi Sociali Assistenziali Ser.S.A. srl. La decisione è stata presa mercoledì 22 febbraio dal Consiglio di Amministrazione della fondazione, che ha complessivamente deliberato il sostegno a 12 iniziative per un totale di 2,84 milioni di euro nei cinque territori di riferimento (Belluno, Verona, Vicenza, Mantova, Ancona).

 

Area Nr progetti Importo proposto Incidenza % importo proposto
VR 2 € 530.000,00 18,7%
VI 4 € 1.070.000,00 37,7%
BL 3 € 480.000,00 16,9%
AN 2 € 550.000,00 19,4%
MN 1 € 210.000,00 7,4%
Totale 12 € 2.840.000,00 100%

 

Secondo il rapporto dell’associazione Italia Longeva, il 17% degli over 60 che abita nella provincia di Belluno vive una condizione di fragilità moderata o severa, con un impatto rilevante sul sistema sanitario. Dall’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia o di comunità allo sviluppo di programmi di prevenzione legati alla sicurezza degli ambienti domestici, fino alla creazione di centrali operative uniche, le proposte selezionate da Cariverona mirano a innovare l’attuale offerta di domiciliarità integrata, superando un approccio puramente prestazionale e frammentato. Particolare attenzione è stata riservata ai progetti che permetteranno a persone anziane e disabili di continuare a vivere nei propri ambienti di vita. Tra gli obiettivi delle iniziative anche un maggior allineamento delle risposte assistenziali ai bisogni degli utenti e la sperimentazione di programmi personalizzati, con erogazione flessibile.

Il bando di Fondazione Cariverona mira a rispondere all’urgente bisogno, recentemente messo in evidenza anche dalla pandemia da Covid-19, di ripensare e rafforzare i servizi domiciliari di presa in carico delle persone fragili sul territorio. Nel prossimo futuro, gli approcci metodologici dovranno basarsi su una gestione integrata e multidisciplinare dei percorsi assistenziali, in grado di valorizzare i contributi di diversi attori e setting. A fronte di una richiesta crescente, sarà inoltre necessario sviluppare soluzioni che permettano ad anziani e disabili di mantenere – per quanto possibile – le proprie relazioni familiari e sociali senza rinunciare agli adeguati livelli di cura.

Sul piano nazionale la centralità del tema è confermata anche dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che considera la domiciliarità un investimento essenziale per intercettare e supportare situazioni di fragilità sociale ed economica nel Paese.

“I mutamenti in atto nella tipologia e nella distribuzione delle condizioni di salute della popolazione hanno un impatto sempre più rilevante sia sull’assistenza ospedaliera, sia su quella territoriale e domiciliare. Il nostro Paese, con la popolazione più vecchia di Europa, deve orientare la sanità alla gestione delle cronicità dei pazienti a domicilio – evidenzia Alessandro Mazzucco, Presidente della Fondazione Cariverona – offrendo percorsi di qualificata assistenza medico-infermieristica per supportare il paziente presso la propria abitazione, assicurando serenità a tutti i soggetti fragili, adottando tutte le misure necessarie per poterli monitorare e gestire a domicilio. Sono fiducioso che il nostro rilevante impegno in questi progetti innovativi sia di stimolo ai territori per garantirne le prospettive di sviluppo e di sostenibilità”.

SCHEDE DI PROGETTO BELLUNO

Ente: Comune di Sedico
Progetto: Progetto pilota per un nuovo welfare generativo di comunità nell’ambito del comune di Sedico
Contributo: 170mila euro
Referente: Gianluca Funes segreteria@comune.sedico.bl.it tel. 0437 855626

Il progetto mira a introdurre nel Comune di Sedico la figura dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità (IFoC). L’obiettivo è garantire continuità assistenziale fornendo un punto di riferimento chiaro alla persona fragile, al suo caregiver e alla sua famiglia. L’iniziativa si fonda sulla collaborazione del Comune di Sedico (attraverso la sua azienda speciale Sedico Servizi), dell’azienda ULSS 1 e della Cooperativa Itaca. Il raggio di azione dell’IFoC si snoderà lungo tre direttrici. A livello ambulatoriale erogherà cure semplici e a bassa complessità svolgendo una funzione di prevenzione e promozione della salute. Sul piano domiciliare fornirà cure a bassa complessità, garantendo la continuità assistenziale attraverso l’attivazione della rete territoriale. A livello sociale farà da connettore, attivatore e coordinatore della rete assistenziale. Sarà inoltre istituita una Cabina di Regia (multiprofessionale, a compagine mista pubblico-privato sociale), presieduta dal Responsabile dell’Azienda Speciale Sedico Servizi per indirizzare, promuovere e coordinare gli interventi.

Ente: Servizi Sociali Assistenziali SER.S.A. s.r.l.
Progetto: Sicuri e a lungo in casa propria
Contributo: 170mila euro
Referente: Paolo Piazza paolo.piazza@sersa.it

Il progetto punta a migliorare l’offerta di servizi per persone non autosufficienti o con disabilità attraverso il rafforzamento della prevenzione e un sistema di allertamento precoce in relazione a patologie croniche potenziali. L’obiettivo è realizzare un programma di prevenzione specifico, verificando la situazione di salute della persona fragile in correlazione alla sicurezza del suo ambiente domestico, all’interno del quale spesso rischiano di verificarsi incidenti invalidanti. I partner del progetto sono i Comuni di Belluno, Ponte nelle Alpi, Longarone e Limana. La progettualità fa riferimento, per la sua implementazione, ai servizi dell’ULSS 1 (MMG, Cure Primarie, ecc.), alle aziende di servizi con strutture residenziali, ai centri diurni e al SAD.

Ente: COMUNE DI BORGO VALBELLUNA
Progetto: IL FILO DI CASA IN CASA
Contributo: 140mila euro
Referente: Martino Bernard m.bernard@borgovalbelluna.bl.it

Il Comune di Borgo Valbelluna e Valbelluna Servizi intendono promuovere una nuova cultura della domiciliarità, centralizzata e attenta ai bisogni emergenti che arrivano dal territorio. L’obiettivo del progetto è costituire un’unica Centrale Operativa all’interno della quale operino più figure professionali (assistente sociale, infermiere, Oss, tecnico manutentore, fisioterapista, psicologo, ecc.) in grado di sostenere e favorire la permanenza di anziani, fragili e non autosufficienti, nel loro domicilio. Le attività – rivolte a persone fragili, famiglie, carepartner, comunità e professionisti – mirano a fornire alcune prestazioni chiave per la salute in modo sistematico e capillare. I servizi saranno co-progettati con la famiglia al fine di creare un Piano di cura Individualizzato e Integrato.

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