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venerdì, Maggio 24, 2024
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Un catasto per i pascoli delle malghe del Bellunese

Incontro Cia Belluno Avepa

La proposta di Cia Belluno (Confederazione italiana agricoltori) all’Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti): “Fra i vantaggi, non si correrebbe più il rischio di canoni difformi e di non correttezza delle eleggibilità delle superfici nella presentazione delle domande di contributo”

Un catasto ad hoc, sulla scorta di quello già esistente in altre regioni d’Italia, in maniera che venga certificata la superficie effettiva a pascolo delle malghe e delle aziende montane, attraverso l’uso dei sistemi di rilevazione GIS, Sistema Informativo Geografico. La proposta è stata avanzata nei giorni scorsi da Cia Belluno ai vertici di Avepa in occasione di un incontro al quale hanno partecipato il presidente e il direttore di Cia Belluno, Rio Levis e Fabrizio Bez, il direttore di Cia Vicenza, Denis Masetto, e il direttore di Cia Veneto, Maurizio Antonini. “Così facendo – ha spiegato il presidente Levis – al momento della stesura dei contratti di affitto, gli enti pubblici avrebbero a disposizione la superficie corretta, certificata da Avepa. Di conseguenza, l’autorità competente sarebbe in grado di calcolare l’importo esatto del canone da richiedere all’agricoltore”. Non si correrebbe dunque più il rischio di importi difformi. Non solo.

“La stessa azienda agricola – ha aggiunto il presidente – conoscerebbe esattamente l’estensione della superficie rispetto alla quale presentare l’apposita istanza per i contributi Pac e Psr”. Sia l’Avepa che l’UE, dal canto loro, avrebbero la solida certezza della correttezza dei numeri. Nell’occasione, Levis ha pure chiesto che le domande di aiuto Pac e Psr vengano pagate almeno per un 30-40% entro settembre dell’anno di presentazione dell’istanza stessa, “come già succede per la pianura. La rimanenza, invece, l’anno successivo. Un modo, questo, venire incontro ai territori montani, spesso svantaggiati”. “Le nostre aziende agricole sono tenute a far fronte a criticità dettate da maggiori costi e dai mutamenti climatici, c’è bisogno di liquidità immediata”. “In ogni caso – ha concluso – ringraziamo Avepa per la disponibilità dimostrata”.

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