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giovedì, Aprile 18, 2024
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Terzo polo. Da Belluno nasce la nuova casa dei liberal democratici

Andrea De Bortoli, Marco Griguolo, Gaetano Rizzo

Prende avvio un percorso che porterà Azione e Italia Viva a confluire in un unico partito, con De Bortoli e Rizzo  promotori dell’iniziativa a livello provinciale.

“Dal nostro territorio – chiosa Andrea De Bortoli, segretario di Azione – vogliamo lanciare il messaggio che il tempo degli indugi è finito, motivo per cui oggi non seguiamo l’esempio del patto federativo sottoscritto in altri territori, ma gettiamo le basi per il partito unico”.

Il terzo polo bellunese ha già individuato proprio in De Bortoli il coordinatore e portavoce, che avrà il compito di gestire la fase di transizione, affiancato da un comitato di indirizzo che andrà completandosi nelle prossime settimane e di cui fanno già parte Gaetano Rizzo e Marco Griguolo.

“Per dare forma e sostanza al nostro progetto – gli fa eco Gaetano Rizzo, coordinatore di Italia Viva – abbiamo avviato il tesseramento per il 2023 suggerendo ai nuovi iscritti di procedere alla sottoscrizione della doppia tessera. Saremo tanto più incisivi quanto sapremo essere una sola voce”.

Per chi volesse aderire al progetto può scrivere all’indirizzo terzopolobellunese@gmail.com.

Diritto alla salute

Nel giorno in cui prende avvio ufficialmente il terzo polo bellunese, il suo coordinatore chiarisce subito come il tema della sanità sarà al centro dell’attività politica e lancia un monito alle istituzioni: “non lasceremo che si mortifichi o smantelli la sanità in montagna”.
“Sin dall’avvio del progetto a livello nazionale – ricorda Andrea De Bortoli – abbiamo richiamato l’attenzione sulla situazione di progressivo degrado che sta affliggendo la sanità pubblica italiana, chiedendo al Governo l‘adozione del MES sanitario e di destinare fondi strutturali per rafforzare il SSN e abbattere le liste d’attesa. Per ora un appello inascoltato. È per questo che il 9 marzo a Roma stiamo organizzando una grande manifestazione, ricca di proposte su come risolvere le emergenze contingenti e guardare al futuro”.
“La questione sanitaria assume un ruolo ancora più cruciale in un territorio montano come il nostro”, rimarca il coordinatore del terzo polo. “Carenza di medici e operatori sanitari, medicina a distanza, disagio giovanile, cura dei pazienti fragili, diritti essenziali dei malati terminali o in stato vegetativo, organizzazione e sopravvivenza delle farmacie territoriali sono solo alcune problematiche sfidanti che vogliamo affrontare con pragmatismo e mettere al centro della nostra attività politica. Più che di sanità si deve parlare di diritto alla salute, che porta con sé due dimensioni fondamentali: quella della cura clinica e quella della prevenzione e degli stili di vita. Riconosciuta l’importanza della prima, vorremmo porre la giusta attenzione anche sulla seconda, avendo la fortuna di vivere in un territorio di rara bellezza”.
“Abbiamo raccolto in questi mesi i pareri di molti operatori della sanità bellunese preoccupati per il futuro che ci attende. Sappiamo che all’orizzonte vi sono importanti nomine che potrebbero, se mal indirizzate, determinare un depauperamento della struttura sanitaria sul territorio. Abbiamo poi letto sui giornali dei continui inconvenienti occorsi a Falco e alla nuovissima base di Pieve di Cadore. Lungi dall’essere disfattisti non possiamo accettare “difese d’ufficio” che minimizzano i disservizi equiparandoli alle situazioni che si registrano in pianura. Se lì l’elisoccorso può rappresentare una delle soluzioni da preferire, in montagna spesso è l’unica alternativa possibile. E quindi piuttosto che dirci che la situazione è sotto controllo e i disservizi accettabili, chiediamo che la Regione stanzi i soldi per un secondo velivolo. Si traduca subito ed in forma permanente la positiva sperimentazione condotta la scorsa estate grazie soprattutto all’impegno del volontariato locale. Allo stesso modo auspichiamo garanzie per il volo notturno”.
“Intendiamoci bene, non siamo qui a chiedere la luna come spesso sono state etichettate le richieste della gente di montagna. Siamo una forza seria e responsabile e quello che chiediamo sono soluzioni tanto mirate quanto rapide, per mantenere servizi essenziali in montagna ed evitarne il tanto temuto spopolamento. Lo stesso Zaia nel suo video intervento in occasione degli stati generali della montagna ha detto che la montagna non si spopola se si garantiscono i servizi.”
La posizione del terzo polo è chiara: mantenere dei presidi di pronto soccorso avanzato nei punti nevralgici della provincia e garantire dei reparti di eccellenza nei principali hub provinciali. Infatti, non è attuale e piuttosto ipocrita rivendicare strutture che mantengano tutti i reparti, ma è doveroso preservare le molte eccellenze che già vi sono ed elevarle al rango di punti di riferimento regionale. A questo si deve affiancare un parco mezzi di pronto intervento e dei sistemi infrastrutturali che permettano di ridurre i tempi di trasporto da un presidio ospedaliero ad un altro. Senza dimenticare l’importante aiuto fornito dalla telemedicina, che rimane però uno strumento, e non può essere la ricetta con cui si risolvono i problemi della sanità di montagna.
Va poi aggiunto che, alla gestione dell’emergenza bisogna affiancare la gestione delle cronicità con una rete di medici, infermieri e assistenti sociali che sostanzino il concetto di medicina di prossimità, essenziale per una provincia caratterizzata da elevata estensione territoriale e una popolazione anziana.
“Solo così la provincia montana può rimanere attrattiva e non vedere semplicemente “transitare” stimati professionisti, come è già accaduto e potrebbe succedere a breve. Si tratta di volontà politica, per questo chiediamo a Luca Zaia maggiore coraggio e fatti conseguenti alle sue parole. Non disconosciamo gli investimenti fatti in questi anni nelle strutture di Agordo, Belluno, Feltre e Pieve, ma abbiamo bisogno di risorse umane che a fianco di quelle esistenti – a cui va il nostro grato riconoscimento – vogliano vincere la sfida comune e non limitarsi ad essere dei meri curatori fallimentari. E a chi sottolinea il poco peso politico della nostra provincia, in ragione dei duecentomila abitanti, rispondiamo che per sei mesi all’anno la provincia – a vocazione turistica – offre ospitalità e servizi ad almeno una popolazione sei volte più grande”.
“Preoccupazioni infondate le nostre?” chiede retoricamente De Bortoli. “Non pare proprio avendo registrato la prese di posizione di alcune lodevoli associazioni di volontariato attive nel feltrino, i cui presidenti sono tutt’altro che agitatori di folle, bensì persone stimate e profonde conoscitrici del tessuto sociale. Al contrario, spiace constatare – pur senza polemica – che da qualche tempo sui temi sanitari regna l’inquietante silenzio della politica bellunese. Invitiamo partiti ed amministratori locali, anche del vicino Primiero, a mobilitarsi, perché questa non deve essere una bandiera politica di parte bensì una lotta di civiltà”.
Per chi volesse inviarci una segnalazione può scrivere all’indirizzo: terzopolobellunese@gmail.com.

 

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