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Fusione tra Bim Gsp e Bim Belluno Infrastrutture. Gruppo Insieme per Belluno: il consiglio comunale non è mai stato interpellato

Gruppo Insieme per BellunoIl Gruppo Insieme per Belluno Bene Comune interviene sulla questione della ipotetica fusione tra Bim Gsp e Bim Belluno Infrastrutture, anche alla luce della riunione di capigruppo tenutasi venerdì scorso.

Lo scorso 30 novembre avevamo presentato apposita interrogazione avendo letto sulla stampa di questo progetto che si sta sempre più concretizzando, ma per il quale il Consiglio Comunale di Belluno non è mai stato interpellato.
La risposta è stata che saremmo ad una fase di approfondimenti – è bene ricordare che un approfondimento anche numerico con tanto di stesure di bilanci post-fusione e calcoli di concambio è già stato fatto dalle società ancora nel 2019 – mentre in realtà i lavori stanno proseguendo e abbiamo anche un cronoprogramma la cui data ultima – 1 gennaio 2024 dove la società dovrebbe divenire unica – è già stata anticipata sulla stampa dagli amministratori delle due società.

Il problema politico è dunque il seguente: le società in house sono davvero tali, e quindi “dipendono” dagli indirizzi dei Comuni, oppure i Comuni vengono messi di volta in volta di fronte a scelte già fatte e poi di fatto ratificate dai consigli comunali?
In altre parole, chi detta l’agenda strategica alle società?
Ciò è tanto più importante chiarirlo ora, visto anche le risorse di cui queste società dispongono e che sono – come è stato ripetuto tante volte – “dei comuni”.
Conta chiarirlo anche perché nel DUP del Comune di Belluno nessuno di questi temi (e poi delle scelte concrete che comunque stanno “bollendo in pentola”) è stato affrontato, con ciò mancando ad un compito fondamentale dell’amministrazione e ad un vero obiettivo strategico.

Noi crediamo che manchi un obiettivo chiaro e condiviso su ciò che dovrebbe fare la società risultante dalla fusione, e che manchi un conseguente e dettagliato piano industriale, il che rende la scelta prospettata priva di ogni verificabile giustificazione.
Crediamo invece che altra strada potrebbe essere quella di distribuire ai Comuni, almeno in parte, le somme di competenza derivanti dalla cessione del ramo gas, procedura a lungo sofferta e che si concluderà entro giugno. In tal modo i Comuni otterrebbero finalmente un corrispettivo per quella fetta del proprio patrimonio che è stata oggetto di tante discussioni.

In ogni caso, come gruppo consiliare, in sede di conferenza capigruppo abbiamo chiesto la convocazione di un apposito Consiglio comunale nel quale discutere di queste prospettive importanti, complesse e strategiche, con il coinvolgimento delle Società interessate, per far sì che l’auspicato “controllo analogo” possa trovare qualche concretezza con la centralità delle assemblee elettive.

 

 

 

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