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L’analisi del primo bilancio delle liste di opposizione Insieme per Belluno Bene Comune

Belluno, 3 febbraio 2023 – Si è tenuta questa mattina al Centro Giovanni XXIII di Belluno la conferenza stampa indetta dalle liste “Insieme per Belluno Bene Comune” per esprimere il giudizio politico della maggiore componente dell’opposizione. La conferenza segna la chiusura dell’esercizio 2022, anno in cui la nuova amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco De Pellegrin si è insediata, e all’indomani della presentazione del primo bilancio di previsione della nuova amministrazione.

Lucia Olivotto – capogruppo Insieme per Belluno

I lavori sono stati introdotti dal capogruppo Lucia Olivotto, che ha sinteticamente analizzato la struttura del documento di bilancio, sottolineando come l’amministrazione abbia scelto di dirottare risorse dal sociale e dalla cultura ad altri ambiti. Sono stati segnalati preoccupanti aumenti sulle tariffe delle mense scolastiche, sulle rette della casa di riposo anche per l’eliminazione delle fasce Isee e i prossimi aumenti della tariffa rifiuti. Preoccupa poi l’assenza di strategie per le società partecipate con ricadute sulla riduzione dei servizi a favore dei cittadini.

Il consigliere Francesco Rasera Berna ha esaminato nel dettaglio quanto il Dup (documento unico di programmazione) dice (o spesso non dice) sulla gestione e sul futuro delle società partecipate, sottolineando che le società cosiddette “in house” debbono rispondere agli indirizzi dei comuni e che quindi stupisce leggere sulla stampa notizie come quella sulla fusione fra società del Bim (come fosse oggetto di decisione degli amministratori) senza che il consiglio comunale ne abbia neppure discusso.
Ha poi ironizzato sui tempi occorsi alla Giunta per presentare il bilancio (30 minuti, ovvero assai meno di quanto previsto dal contingentamento) e quelli occorsi per rispondere agli interventi dell’opposizione (quasi 60 minuti, ovvero assai più del previsto), quasi che le cose da dire dipendessero più che dalla proposta, dalle osservazioni delle minoranze.

Il consigliere Marco Perale ha sottolineato la mancata presentazione, né in commissione né in apertura di seduta di bilancio, delle linee programmatiche di De Pellegrin nel settore della cultura, evidenziando il caso emblematico della contraddizione relativa all’immobile del Palazzo dei Giuristi, cioè l’ex Museo di Piazza Duomo, che nelle oltre 800 pagine del bilancio da un lato viene inserito tra i beni da alienare, dall’altra si prospetta un investimento di quasi un milione e 800 mila euro per farne un “urban center” per residenti e turisti.

La consigliera Ilenia Bavasso ha sottolineato i limiti della manovra di bilancio per quanto riguarda il sostegno alle famiglie e alla natalità, considerate le crescenti difficoltà dei genitori – in particolar modo per le madri – a coniugare vita familiare e lavorativa, nonché l’emergente fenomeno della cd. “povertà educativa” che sta creando un divario sempre maggiore tra famiglie con possibilità economiche e famiglie in difficoltà. Ha anche evidenziando la nebulosità dei progetti per il contrasto al disagio giovanile, in particolare in ottica preventiva, nonché la mancanza di un programma preciso per coinvolgere maggiormente i nostri ragazzi nella vita della comunità: è indubbio che un progetto di “Consulta giovanile” che non passi per il Consiglio comunale (come si potrebbe pensare, data la precisa volontà dell’amministrazione di non chiamare “consulta” tale organo, ai sensi dell’art. 60 Statuto Comunale) non possa considerarsi uno strumento adatto a definire un organismo di raccordo e di dialogo longevo tra la fascia più giovane della popolazione e l’amministrazione comunale.

Alberto Simiele ha concentrato la sua analisi su quanto previsto nel settore della viabilità e sui silenzi in materia di mobilità alternativa e di piste ciclabili, nonché sull’uscita di Belluno dal consesso europeo delle “Città Slow”. La mobilità sostenibile, ha detto, necessita di un piano, ma l’obiettivo è di costituire una rete ciclabile urbana, anche sulla proposta della Bicipolitana. Procedere per interventi estemporanei, come la sperimentazione al semaforo di Baldenich, o peggio la programmata terza corsia di scorrimento alla Veneggia, sono sempre nell’ottica autocentrica. E come, sbagliando, hanno fatto uscire Belluno da città slow, non dobbiamo uscire da Comuni ciclabili.

Paolo Bello è intervenuto sottolineando l’assenza di politiche per la famiglia e i limiti di quanto promesso a favore dei giovani e del mondo della scuola.

Per chi è interessato, il gruppo insieme per Belluno Bene Comune Si ritrova venerdì 10 febbraio alle 18 alla sala parrocchiale di Cavarzano.

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