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Successo a Belluno alla doppia proiezione del documentario Invisibili di Paolo Cassina

Belluno, lunedì 23 gennaio 2023 – Sala Bianchi al completo ieri per la doppia proiezione del documentario “Invisibili” che testimonia le reazioni avverse da vaccino covid19, con la regia di Paolo Cassina e Alessandro Amori, musiche di Nicola Bottos, produzione Playmastermovie.
Il documentario, realizzato nel 2022, raccoglie le testimonianze delle persone che hanno subito danni da effetti avversi del vaccino covid19 e dei medici e professionisti. Ad introdurre le proiezioni c’era Alberto Molin, con gli interventi della farmacista Cristina Muratore e del dottor Filiberto Dal Molin.
Quella di Belluno – ha detto il regista Paolo Cassina – è la 25ma proiezione e per la prima volta è stata programmata con la replica serale. Abbiamo iniziato tre mesi fa a presentare il documentario, prima nei pub, poi nelle palestre e finalmente nelle sale cinematografiche. Alcuni politici, come qui a Belluno – ha proseguito il regista – ci hanno messo a disposizione degli spazi. Alcuni sindaci recentemente ci hanno chiesto di proiettare il documentario. Un lavoro trasversale, che è passato sia per i centri sociali che per i palazzi storici di Venezia. Ci stiamo attivando anche nelle scuole e ora c’è interesse nei cinema, come a Feltre, Bologna e Firenze”.

L’iniziativa è stata promossa da Libera Belluno, Comitato Ascoltami, Comitato ContiamoCi, CLN Comitato liberazione nazionale, Playmastermovie.

Per chi volesse approfondire il tema o chiedere informazioni, è attivo a Cremona il Comitato Fortitudo  

Paolo Cassina, regista

Paolo Cassina è un regista e filmmaker attivo da più di 20 anni nel mondo della televisione e della comunicazione in generale. La sua passione sono i documentari e le inchieste giornalistiche. Nel 2014 la video inchiesta “Con gli occhi della Neet Generation” di cui è co-realizzatore vince il Premio Ilaria Alpi. Nel 2017 il servizio “Il racket nel ghetto islamico di San Siro” con le sue immagini vince il premio Guido Vergani. Da sempre è attento alle tematiche sociali e a dare voce alle persone che hanno poche possibilità di essere ascoltate.

Alessandro Amori è un regista, filmmaker e fondatore di Playmastermovie. Ha lavorato 20 anni come montatore per i maggiori network italiani per poi cimentarsi nella realizzazione di documentari come regista e filmmaker. Nel 2016 dà vita al progetto di Playmastermovie che nel 2020 diventa anche una piattaforma online che produce contenuti di libera informazione in collaborazione con blogger, giornalisti, filmmaker e canali di informazione.

Il commento * di Filiberto Dal Molin

Filiberto Dal Molin, medico

INVISIBILI. E’ il titolo del documentario che ci ha presentato Paolo Cassina, prodotto con vera maestria e partecipazione. Il risultato è stato molto coinvolgente ed emozionante.
INVISIBILI sono i Pazienti che hanno raccontato la loro storia in questo documento e che hanno dimostrato le gravi conseguenze della vaccinazione con sintomatologie cliniche e limitazioni funzionali sconvolgenti per la loro vita e i loro rapporti di lavoro.
INVISIBILI e dimenticate sono le 180 vittime di questi vaccini in fase sperimentale: le loro immagini di soggetti giovani e in buona salute sono state portate in processione ed esposte nelle piazze di molte città italiane. ” Nessuna Correlazione” è l’epitaffio che la Medicina Ufficiale Italiana ha stampato sul loro volto. Per tutti loro, attivi sani ed efficienti il decesso è avvenuto in stretta correlazione temporale con la vaccinazione.
Se consideriamo che vi sono elementi significativi per considerare che questa pandemia sia la conseguenza di un virus prodotto in laboratorio, diffuso ad arte e gestito da politici compiacenti, potremmo concludere che (come ci ha sintetizzato uno spettatore) ci fanno un danno volontario, ci vietano l’uso di farmaci efficienti, ci impongono la loro terapia sperimentale inefficiente o gravemente dannosa e infine negano che sia la causa delle reazioni avverse e dei danni mortali indotti.
Il mondo medico più accorto e meno sensibile ai condizionamenti del Main Stream ha presentato fin dall’inizio le proprie rimostranze, ma è stato messo a tacere.
Al politecnico di Torino a novembre si è svolto un grande Convegno Internazionale: “Poli- Covid 22. Salute Scienza e Società alla prova della pandemia” per un bilancio scientifico sugli anni di gestione della pandemia in tema di biologia, medicina, diritto, bioetica, sociologia e comunicazione.
I nostri Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico, dopo aver approvato l’iniziativa e aver collaborato alla organizzazione e ai programmi, hanno ritirato la loro partecipazione poiché “si dava spazio a punti di vista diversi sulla pandemia”.
Per commentare questa motivazione non ci sono parole adeguate ma la Storia si ripete e per capire i fatti bisogna conoscerla, altrimenti siamo costretti a riviverla. E noi in questi 3 anni l’abbiamo rivissuta. Ricordiamo gli Stati Uniti di 120 anni fa quando John Rockfeller, magnate del petrolio (appoggiato da Andrew Carnegie, magnate dell’acciaio) volle monopolizzare l’industria farmaceutica e quindi usò tutti i mezzi che la sua imponente fortuna economica gli consentiva per cambiare la medicina fino allora imperante (basata sull’impiego di farmaci e abitudini alimentari consacrate dall’uso e dalla tradizione) per imporre una nuova medicina di tipo chimico, basata sui farmaci e sulle vaccinazioni. Organizzò il rapporto Flexner che impose la standardizzazione della educazione medica americana, definì ciarlatani i medici che seguivano i principi di Ippocrate, a molti tolse il diritto di esercitare la professione e molti altri finirono in carcere. Dominò l’ AMA, Associazione Medica Americana, e la FDA che anche ora stabilisce le leggi che riguardano farmaci, droghe e alimenti.
Oggi come allora la medicina è stata fagocitata da un oligopolio chimico-industriale e oggi come allora nella gestione delle malattie lo stile di vita e il controllo alimentare non sembrano avere alcuna importanza: abbiamo infatti pillole per tutti i problemi e non importa che ci possano far male, anzi siamo obbligati a prenderle egualmente. Lo stesso Filippo Anelli, presidente degli Ordini dei medici di tutta Italia, ha proposto di cambiare il Codice Deontologico dei Medici introducendo l’obbligo di prescrivere vaccini per tutti, senza obiezioni di sorta.
–In Germania il patologo Arne Burkhardt esaminando con l’autopsia 15 persone di età compresa tra 28 e 95 anni, morte dopo vaccinazione in un intervallo di tempo tra 7 gg e 6 mesi, ha trovato “prove evidenti dell’auto attacco immunitario da parte dei linfociti killer ai tessuti di cuore, polmoni, fegato etc. E’ chiaro che questi vaccini stanno uccidendo giovani e anziani”
Thomas Fazi ha scritto con lo storico Toby Green il libro “The Covid consensus” e dice «Che la pandemia sia stata usata per restringere gli spazi di democrazia in tutto il mondo è evidente: pensiamo all’emarginazione dei parlamenti, all’uso di misure di controllo sociale mai concepite neanche in tempo di guerra, al ricorso spropositato alla violenza poliziesca e militare nei confronti dei cittadini, all’emergere sui media di una narrazione totalizzante, all’omologazione senza precedenti dell’informazione, alla censura delle voci critiche sulle piattaforme online per far emergere l’illusione di un consenso scientifico. Da qualunque punto di vista si guardi, abbiamo assistito a un arretramento sociale, politico, economico. Questo però non rappresenta una cesura rispetto al passato bensì la radicalizzazione di un fenomeno già in atto in Paesi formalmente democratici: l’uso sempre più spregiudicato dell’emergenzialismo come forma di governo, iniziato con la guerra al terrorismo post 11 settembre, proseguito con la crisi dell’euro e ora in atto con la pandemia e il conflitto russo-ucraino, che a sua volta prepara il terreno a nuove emergenze cui in realtà si lavora da tempo, come quella climatica. Le classi dirigenti occidentali sembrano ormai in grado di governare solo attraverso un emergenzialismo permanente che necessariamente si tramuta in stato di eccezione, in cui l’anomalia costituzionale diventa la norma».
«Questo è stato uno degli aspetti più deleteri della pandemia perché ha mostrato la facilità con la quale si può fare accettare qualsiasi misura, anche alla cosiddetta intellighenzia (e in particolare agli intellettuali progressisti) purché questa venga suggellata dal marchio de “La scienza”. La quale diventa una nuova forma di religione. Ambienti che amano celebrare il proprio spirito critico hanno accettato una narrazione che ignora l’odierna dipendenza della scienza dalle dinamiche di potere della società capitalista per trasformarla in una verità pura e oggettiva: idea risibile, che avrebbe dovuto subito suscitare sospetti su quello che veniva spacciato per il consenso scientifico e che invece era un punto di vista imposto in modo autoritario, violento e aggressivo, marginalizzando qualunque voce e autorità scientifica non allineata.”
Dr Filiberto Dal Molin

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