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martedì, Febbraio 7, 2023
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Pallavolo Belluno: successo al tie-break contro Mirandola

DRL, successo al tie-break: esplode l’urlo liberatorio della Spes Arena

DA ROLD LOGISTICS BELLUNO-STADIUM MIRANDOLA 3-2

PARZIALI: 25-23, 25-20, 15-25, 12-25, 16-14.

DA ROLD LOGISTICS BELLUNO: Maccabruni 3, Novello 21, Saibene 11, Graziani 7, Mozzato 11, Guastamacchia 1; Martinez (L), Paganin, Stufano, Ostuzzi 3, Candeago 1, Guolla, Galliani. N.e, Pierobon (L). Allenatore: G. Colussi.

STADIUM MIRANDOLA: Stohr 18, G. Ghelfi 4, Canossa 4, F. Ghelfi 17, Dombrovski 15, R. Rustichelli 6; Angiolini (L), Capua, Scaglioni 5, Bellei, Schincaglioa. N.e. M. Rustichelli (L), Gulinelli. Allenatore: A. Pinca.

ARBITRI: David Kronaj e Gianmarco Lentini.

NOTE. Durata set 26′, 24′, 24′, 25′, 21′; totale 2h00′. Belluno: battute sbagliate 19, vincenti 6, muri 7. Mirandola: b.s. 21, v. 3, m. 6.

Ottantaquattro giorni dopo, il pubblico della Spes Arena può finalmente scaldare l’ugola. E liberare un urlo di gioia che teneva dentro da troppo tempo. La Da Rold Logistics torna a vincere davanti ai proprio tifosi. Anche se non è mancata la sofferenza. E, a un certo punto, sono riemersi i fantasmi di Santo Stefano, quando i rinoceronti, in vantaggio 2-0 sul Volley Team San Donà, si erano fatti rimontare e superare al tie-break. Ebbene, contro lo Stadium Mirandola il copione ha rischiato di essere il medesimo: primi due set celestiali, poi il buio. Ma, rispetto al match post natalizio, la DRL si è regalata il lieto fine: lo ha fatto per se stessa, per la propria gente. E anche per la piccola Gil, la figlia del tecnico Gian Luca Colussi, venuta al mondo da poche ore, a cui va la dedica per la nona affermazione stagionale. E il quinto posto in graduatoria è cementato.

PARTENZA LANCIATA – Il primo round si sviluppa lungo il filo dell’equilibrio e su ritmi non elevatissimi. Salvo poi infiammarsi in chiusura, quando Graziani manda out il pallone del 18-20. Ma la DRL firma subito un break di 3-0 e rimette la testa avanti, mentre Novello inchioda l’attacco che vale la prima palla set (24-23) e chiude i conti grazie a un ace, agevolato dal nastro. Al cambio di campo, partono meglio gli emiliani (5-8): i padroni di casa, però, sono sul pezzo. E confezionano un parzialone di 7-1. Anche perché Novello è pressoché inarrestabile, come conferma il 7 su 8 in attacco, e Mozzato è protagonista di un finale da incorniciare: nonostante il tentativo di rimonta (19-18 col muro di Stohr), il set è ancora dolomitico.

SORPRESE – Qualcuno si aspetta un 3-0 in scioltezza, quasi senza soffrire? Allora quel qualcuno non conosce il campionato di Serie A3 Credem Banca, in cui le sorprese, l’equilibrio e i cambi di scenario sono all’ordine del giorno. E ogni set, anzi, ogni punto va sudato fino all’ultima goccia. E infatti Mirandola rialza la cresta, sfruttando il servizio al napalm di Francesco Ghelfi, che incenerisce la ricezione avversaria e lancia la prima fuga: 5-12. Prima e definitiva. E non potrebbe essere altrimenti, visto che la DRL attacca con un indicativo 23 per cento. Tutto riaperto? Ma proprio tutto. Perché, nel quarto capitolo della sfida, lo Stadium doppia a più riprese i bellunesi (7-14, 9-18, 10-20, 11-22 e 12-24) e non sbaglia più nulla, trascinata dal duo Stohr-Francesco Ghelfi (13 punti in tandem).

SOSPIRO DI SOLLIEVO – Si va al quinto e decisivo atto: i ragazzi di Colussi riescono a cucire lo 0-3 d’avvio e sorpassano sul 10-9, mentre Saibene impacchetta due servizi vincenti e sembra lanciare i titoli di coda: 14-11. Sembra, perché Mirandola annulla tre match ball. Ma il pallonetto di Stohr si ferma sul nastro e la Da Rold Logistics può finalmente tirare un sospiro di sollievo: 16-14. E festa sia.

L’ANALISI – «La nostra doppia faccia? È di natura mentale – analizza Gian Luca Colussi nel post gara -. La pallavolo è uno sport con una rete in mezzo e la mente fa tantissimo: non c’è contatto fisico, non si può “liberare” quanto hai accumulato. E nel momento in cui perdi alcune sicurezze, diventa tutto più complicato. Sì, è la seconda volta che capita: quindi dobbiamo migliorare. Ma era fondamentale vincere e ci siamo riusciti».

 

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