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Questione ucraini. 13 minori con le famiglie resteranno a Belluno. Sindaco De Pellegrin: “Chi ha chiesto di restare avrà l’ospitalità assicurata”

Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno

Belluno, 19 gennaio 2023 – “27 civili ucraini resteranno a Belluno. Oggi, dopo settimane di lavoro, possiamo dire con certezza di aver trovato gli alloggi e di averlo fatto al di fuori dei tavoli di confronto. Rinnoviamo però l’appello perché servono altre strutture per offrire la possibilità anche ad altri, già presenti sul nostro territorio, di fermarsi e per rispondere, in futuro, alle nuove richieste”. Sono le parole del sindaco Oscar De Pellegrin, a margine della giunta nella quale si è deliberata una soluzione per un primo gruppo di civili ucraini, arrivati a Belluno nei mesi scorsi e ospitati all’ex caserma dei Vigili del fuoco di Mussoi.

Per le famiglie che hanno espresso la volontà di restare a Belluno, dove i bambini stanno frequentando le scuole, il Comune metterà a disposizione degli appartamenti. Saranno necessari interventi negli spazi interni, in alcuni casi manutenzioni e adattamenti anche ingenti con importanti investimenti economici. Nel frattempo si stanno valutando altre soluzioni proposte in questi giorni. Si darà continuità all’ospitalità per 13 minorenni e le loro famiglie.

“Abbiamo aspettato di avere tutti i dati in mano e la certezza che si trattasse di soluzioni percorribili, prima di fare annunci – spiega il sindaco -, ci abbiamo lavorato per settimane, ne abbiamo parlato per mesi nei tavoli convocati dalla Prefettura dove, tuttavia, nonostante le nostre esplicite richieste e quelle del prefetto, non sono state avanzate proposte concrete. Di conseguenza, in accordo con la Prefettura, ci siamo rivolti alla Regione con la quale abbiamo avviato un dialogo per valutare nuove possibili strade da percorrere. Adesso tutti si sorprendono e puntano il dito, ma noi abbiamo chiesto confronti e soluzioni per mesi, per questo alla fine abbiamo lavorato come Comune fino a quando non abbiamo trovato la quadra”.

L’azione del Comune in questi mesi si è sviluppata in quattro direzioni: da un lato è stata fatta una puntuale rilevazione delle proprietà comunali, per capire quali potessero essere adattate all’ospitalità e quali no, dall’altra gli uffici si sono attivati per cercare finanziamenti da spendere in interventi e lavori interni agli immobili. Non solo, sono stati contattati privati ed enti per sondare la disponibilità di spazi e, in ultima, è stato attivato il canale con la Regione Veneto. “Per alcuni spazi basteranno pulizie mentre per altri serviranno interventi di manutenzione e di adattamento – spiega il sindaco -, abbiamo lavorato a testa bassa per arrivare fino a qui. Dispiace il polverone sollevato attorno alla questione, le accuse e i facili commenti, sarebbe stato più opportuno avanzare soluzioni e dare davvero un contributo all’emergenza, piuttosto che stupirsi. L’ospitalità e l’inclusione sono valori che a nostro parere riguardano tutti, per questo ci sarebbe piaciuto vedere una maggiore disponibilità a cooperare. Il nostro primo pensiero e la nostra attenzione sono andati fin da subito ai ragazzi e ai bambini che frequentano le nostre scuole e alle loro famiglie; queste persone rappresentano una ricchezza per il nostro territorio, sopratutto sotto l’aspetto culturale e valoriale. I problemi sociali che stiamo affrontando e che dovremo affrontare in futuro, richiedono una risposta coesa e ampia, frutto di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Di contro abbiamo apprezzato e siamo fortemente grati alle decine di volontari che in questi mesi si sono spesi h24 all’interno della struttura, attraverso il coordinamento della nostra Protezione civile, dando veramente il senso dell’accoglienza. Senza di loro non sarebbe stato possibile assicurare questa risposta in termini di ospitalità.
Decidere di spostare tutti subito sarebbe stato più semplice, ma non è ciò che vogliamo. Per questo ci siamo mossi per cercare immobili e fondi per sistemarli”.

Non è tuttavia l’unica emergenza che il Comune sta affrontando, e su questo il sindaco vuole portare l’attenzione perché quanto accaduto con i civili ucraini non si ripeta. “Ogni giorno arrivano richieste di persone che vivono sul nostro territorio e sono in forte difficoltà – spiega De Pellegrin -, si tratta di un’emergenza sociale vera e propria ed è sotto gli occhi di tutti. Tanti enti e strutture, Comune compreso, si stanno spendendo per far fronte a questi problemi, anche in questo caso dovremmo trovare nuove vie da percorrere insieme”.

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