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martedì, Febbraio 7, 2023
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L’autonomia azzoppata concessa dalla Regione

Michele Carbogno e Gianpaolo Bottacin alla conferenza stampa di oggi

“Il 2022 si riassume in tre grandi risultati: l’autonomia in ambito idroelettrico, la nuova legge regionale sulla Protezione Civile votata in consiglio regionale all’unanimità e l’aggiornamento del piano rifiuti che ci conferma regione leader a livello nazionale con il plauso dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, al dissesto idrogeologico e alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin questa mattina in occasione dell’incontro con la stampa tenutosi nella sede del Genio Civile a Belluno.

Bottacin parla di risultati di grande portata per il territorio veneto e anche per il Bellunese “In primo luogo l’approvazione della legge sull’autonomia energetica derivante dall’idroelettrico e le grandi derivazioni di acqua ad uso idroelettrico che ora appartengono al territorio. Con l’approvazione lo scorso novembre della legge regionale 24/2022 abbiamo definito l’autonomia in un settore strategico come l’idroelettrico arriva anche in Veneto e soprattutto a Belluno. Una svolta epocale che, almeno in questo settore, pone il nostro territorio alla pari del Trentino”.

Quinto Piol ex assessore provinciale

Toni trionfali sui quali dissente l’ex assessore provinciale Quinto Piol “La regia e le decisioni rimangono alla Regione, in barba all’autonomia amministrativa, finanziaria e regolamentare prevista dall’art.15 dello Statuto che la assegna alla Provincia di Belluno. La destinazione delle entrate dovrà essere concordata con la Regione (come già detto da Bottacin due mesi fa) e il gettito per la Provincia non aumenterà rispetto ai normali e doverosi trasferimenti”.

Un’autonomia azzoppata insomma, per quanto riguarda la Provincia di Belluno, che non ha nulla a che vedere con l’autonomia di Trento e Bolzano.

Bottacin ha ripercorso le tappe dal 2019 che hanno permesso alla Regione di approvare una norma che prevede, alla scadenza delle concessioni, che le centrali diventino di proprietà del territorio a costo zero. In Veneto sono 34 le grandi centrali, la maggior parte delle quali concentrate in provincia di Belluno (24) a seguire Verona (5), Vicenza (3) e Treviso (2), che valgono insieme circa 4.500 gigawattora annui.

“Le nuove gare saranno indette non più dallo Stato ma dalla Regione o dalla Provincia di Belluno nel pieno rispetto della specificità della stessa – ha evidenziato l’assessore all’ambiente del Veneto -. Questo significherà avere un’importante potenza energetica propria con evidenti positive ricadute per tutto il territorio”.

Ma la Provincia, svuotata progressivamente di personale e competenze, dispone ancora di forze sufficienti per bandire le gare?

Bottacin ha proseguito illustrando l’approvazione all’unanimità della legge regionale 13/2022  “Stiamo parlando della nuova legge sulla Protezione civile, che mette ordine e norma tutti i provvedimenti amministrativi, fotografa l’attuale organizzazione già indicata come punto di riferimento a livello nazionale e scommette sul sistema di prevenzione e previsione”.

Per ultimo l’aggiornamento del piano rifiuti.

“Si tratta di un documento strategico predisposto con la collaborazione e il coinvolgimento di tutti gli stakeholder – ha concluso Bottacin –. Il piano conferma che entro il 2030 il Veneto abbandonerà le discariche come previsto da normativa europea. Oggi siamo al 76% di raccolta differenziata, ma puntiamo ad arrivare all’84% senza ricorrere a nuove discariche o ampliamenti delle esistenti. Il nostro è un modello riconosciuto a livello nazionale ed europeo, che ha ricevuto il plauso di Legambiente. Un modello sul quale intendiamo continuare ad investire e potenziare per il bene di tutto il territorio regionale”.

 

 

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