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martedì, Febbraio 7, 2023
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Una storia del nostro tempo

Testimonianza raccolta dal dottor Filiberto Dal Molin

Quella che segue è la lettera che ho ricevuto da una operatrice sanitaria che conosco.
Breve premessa. Ormai tutti sappiamo che la immunità naturale, detta di gregge, è molto più efficace e duratura di quella ottenuta con la vaccinazione. E sappiamo anche che i soggetti vaccinati possono comunque essere fonte di contagio come i non vaccinati. Questi quindi non rappresentano un rischio sociale e non si capisce come possano essere stati privati del lavoro, dello stipendio e dei comuni diritti civili. Dopo quasi un anno sono stati riammessi al lavoro e ancora nei loro confronti viene esercitata una pesante discriminazione come soggetti “non affidabili e non graditi” senza alcuna motivazione o spiegazione da parte degli stessi medici e di altri operatori sanitari. E’ una situazione comune nel nostro Paese, che ci distingue dagli altri Paesi Europei.
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Nemmeno nel più aberrante e fantascientifico film ci saremmo attesi lo scenario al quale da quasi tre anni stiamo assistendo. Se qualcosa di buono ci ha portato questo periodo è stato di risvegliare il nostro spirito di osservazione e la capacità di leggere anche articoli di carattere medico-scientifico (ben distinti dalle manipolazioni mediatiche) e farci alcune domande di fronte alle evidenti incongruenze tra ciò che ci veniva proposto e i risultati ottenuti in merito alla gestione della narrativa Covid.

Insieme ad altri come me ho saputo tenere la schiena dritta e non farmi ricattare da un governo liberticida che ha soppresso senza farsi troppi scrupoli diritti fondamentali sanciti dalla nostra costituzione. Faccio notare che nel silenzio assoluto dei media governativi EMA ha registrato su un portale pubblico, accessibile a chiunque, l’elenco delle reazioni avverse segnalate: nonostante la sottostima del 95%, ricavata dagli studi scientifici per i casi di farmacovigilanza passiva, son stati registrati più di due milioni di casi per la sola Europa”.

Sono dipendente di una cooperativa sociale, con l’incarico di segretaria di studio medico di medicina di base, assegnata a svolgere il mio operato in più ambulatori nei quali, devo dire, sono stata testimone di scenari probabilmente senza precedenti. Non voglio soffermarmi a raccontare com’è stata gestita l’isterica narrativa della pandemia all’interno degli ambulatori medici, perché tale tema è stato già affrontato da persone più competenti di me. Io sono solo una segretaria che ha visto alcuni medici inserire evidenziatori luminosi nell’applicativo informatico, associati all’anagrafica di Pazienti non inoculati in quanto ritenuti soggetti pericolosi: ho udito un medico infierire in modo indegno nei confronti di alcuni pazienti positivi al test del Covid-19 con sintomi importanti, affermando che gli stava bene e così imparavano a non aver voluto vaccinarsi. E questi sono solo esempi estrapolati tra i tanti accaduti. Eventi che ancora mi turbano, solo a ricordarli.

E’ pur vero che molti cosiddetti testimonial, politici e opinionisti vari, hanno detto e fatto anche di peggio, ma quando le cose le senti nel luogo in cui lavori, ti colpiscono di più soprattutto se pronunciate da persone con le quali mi trovavo a condividere la mia quotidianità lavorativa e alle quali ero affezionata.

In questo periodo Ippocrate dev’essersi rivoltato più volte nella tomba, e chissà che non attenda questi personaggi per fargli un po’ di ripasso su alcuni principi fondamentali della medicina che devono aver dimenticato”. Per non dire che ancora oggi, arrivati a dicembre 2022, ci sono medici che di fronte a malati covid con febbre alta, esordiscono prescrivendo l’oramai impietosa terapia a base di paracetamolo…. Sono gli stessi medici che dopo la mia sospensione, in quanto non ho voluto prestare il mio corpo alla sperimentazione di un farmaco sperimentale (di cui ora, per stessa ammissione della casa produttrice, sappiamo che non funziona per come era stato proposto…) non mi hanno più voluta in servizio nei loro ambulatori al mio reintegro, come previsto dal D.L. 162/2022, in quanto ritenuta “soggetto non gradito”. Questo è quanto mi è stato riferito dalla mia responsabile che di conseguenza mi ha assegnato ad altri studi medici, precisando che sarebbe stato meglio non far trapelare che non mi ero fatta inoculare il farmaco sperimentale perché nel caso si diffondesse tale notizia la mia presenza potrebbe mettere a rischio la prosecuzione dell’attività degli studi stessi. La responsabile ha inoltre aggiunto queste testuali parole: “stai attenta a quello che fai perché ti tornerà indietro”… che tradotto significa: stai attenta a come ti comporti altrimenti subirai delle ritorsioni. Che dire di fronte a tale minacciosa asserzione! Per quanto mi riguarda, non mi faccio intimorire, ho mantenuto integra la mia dignità, la mia integrità psico-fisica e non ho nulla da nascondere o da dover giustificare a persone abituate ad agire in modo tanto indegno. Attendo con calma e pazienza che arrivino due Guerrieri che si chiamano Verità e Giustizia che alle volte si presentano a sorpresa attraverso vie inaspettate. E a chi legge lascio ogni possibile commento…”

Lettera firmata

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