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Diritto di critica e querele temerarie di Azienda Zero e Zaia. 150 firme di amministratori locali per Cunegato e Trolese

A introdurre l’appello sottoscritto da 150 amministratori e amministratrici è Leonardo Nicolai, consigliere comunale di Coalizione Civica Vicenza “Non ho memoria di una cosa simile: 150 amministratori da tutto il Veneto, in maniera assolutamente libera e spontanea, hanno firmato un appello per due loro colleghi, Cunegato e Trolese, denunciati da Azienda Zero e Zaia aver posto dubbi sulla gestione della pandemia, causa poi archiviata due volte. Nell’appello che ho scritto insieme a Il Veneto che Vogliamo si accende un campanello d’allarme sul diritto di critica, che potrebbe esser minato da querele potenzialmente vessatorie.”

I numeri: 9 sindaci, 37 assessori, più di 100 tra consiglieri e altri amministratori, da 40 città sparse in tutto il Veneto. Tra queste alcune firme di peso del mondo della politica, come Elena Ostanel (consigliera regionale del movimento Il Veneto che Vogliamo), Gianfranco Bettin (Venezia), Marta Nalin, Chiara Gallani e Andrea Ragona (Padova), Adis Zatta (Feltre, Belluno), Aldo D’Achille (San Bellino, Rovigo).

“Carlo e Vania risultano denunciati con soldi pubblici, cosa che sarebbe un paradosso: i cittadini e le cittadine si troverebbero a finanziare con i loro soldi denunce che minacciano il libero confronto portato avanti anche da loro rappresentanti.”

Di qui un appello di amministratori e amministratrici preoccupati, che sostengono insieme: “La denuncia risulterebbe perpetuata con soldi pubblici, apparendo quindi ancor più grave, poiché va a minare il diritto di critica politica – come confermato dalla doppia archiviazione – che viene in questo caso non solo da due portavoce di un movimento politico ma anche da un amministratore e un’amministratrice, Carlo Cunegato è consigliere a Schio, Vania Trolese è vicesindaca a Camponogara, il cui scopo è difendere gli interessi dei cittadini e delle cittadine che rappresentano e da cui sono stati votati.
Noi siamo rappresentanti del popolo e non possiamo accettare di vivere con il timore di ricevere a casa una querela per aver esercitato proprio questa nostra funzione. Abbiamo il dovere di portare la voce delle preoccupazioni delle nostre comunità, così come hanno fatto Cunegato e Trolese. E se mai vi fosse una offesa intenzionale, la ricerca di giustizia va fatta direttamente dalle persone offese, senza ricorrere ai nostri soldi.
Per questo noi amministratori e amministratrici vogliamo dare solidarietà ai nostri colleghi Cunegato e Trolese, chiedendo inoltre a gran voce si chiariscano tutti i passaggi di questa vicenda per capire quanto sia eventualmente diffuso e radicato questo sistema.”

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