13.9 C
Belluno
venerdì, Aprile 19, 2024
HomeArte, Cultura, SpettacoliL'inquietante morte di Lea Luzzatto. In rete il nuovo eBook di Roberto...

L’inquietante morte di Lea Luzzatto. In rete il nuovo eBook di Roberto De Nart sul caso giudiziario che turbò la città nel dopoguerra

Un caso giudiziario che turbò la città di Belluno nell’immediato dopoguerra, la misteriosa morte di una ragazza. Delitto o disgrazia? Siamo nel dicembre del 1946, la Seconda guerra mondiale è terminata da pochi mesi e a Norimberga si stanno celebrando i processi ai nazisti per i crimini commessi. La sera del 17 dicembre 1946 a Belluno il termometro è sceso a 10 gradi sotto lo zero. In fondo alle scale della villetta in via Feltre n.1, chiamata “Casa Polit” oggi sede di una comunità alloggio, giace riverso in una pozza di sangue il corpo senza vita di una ragazza di 23 anni. Il suo nome è Lea Luzzatto, insegnante, si era da poco laureata in Lettere all’Università di Padova e avrebbe dovuto sposarsi nella primavera dell’anno successivo con un ragazzo di Busto Arsizio conosciuto in città quando prestava servizio militare come ufficiale dell’esercito. Il caso fece molto scalpore in città, perché coinvolgeva una famiglia nota della borghesia bellunese. Lo zio della vittima, ingegner Polit fratello della madre, era dirigente della Provincia, comandante dei vigili del fuoco di Belluno e presidente dell’ospedale.

“Il tragico caso Luzzatto si innesta in una situazione di fatto tipicamente provinciale, chiusa e irretita, e già a prima vista non ideale per la libera ricerca della verità. Se processo ci sarà, sarà processo grosso e difficile” scriverà l’inviato del Corriere d’Informazione Egisto Corradi nel febbraio del 1948.

I dettagli della vicenda processuale li racconta il giornalista bellunese Roberto De Nart nel suo nuovo libro dal titolo “L’inquietante morte di Lea Luzzatto” tratto dagli atti processuali conservati all’Archivio di Stato di Venezia.

Su Amazon l’eBook già disponibile e su streetlib

Il formato cartaceo nelle librerie e nelle edicole di Belluno.

 

 

 

- Advertisment -

Popolari