
Algida, incastonata nel magnifico panorama delle Dolomiti e assolutamente iconica: Cortina d’Ampezzo è la destinazione italiana più ambita dagli amanti dello sci e degli sport invernali. Anche se la sua bellezza non è paragonabile a quella di alcune capitali mondiali, pensiamo ad esempio allo spettacolo di Central Park innevato, questa meta è sinonimo di settimana bianca. Un binomio che però rischia di sparire a causa dei cambiamenti climatici.
A dare l’allarme è stata l’Organizzazione meteorologica mondiale (ente meteo dell’Onu) che ha spiegato come molte località turistiche invernali delle Dolomiti siano a rischio. Secondo quanto dichiarato, se l’approvvigionamento di elettricità prodotta da fonti rinnovabili non raddoppia nel corso dei prossimi otto anni, l’aumento della temperatura terrestre rischia di andare fuori controllo. Con la diretta conseguenza che gli impianti sciistici andranno chiusi entro 14 anni perché la neve sarà bagnata.
L’aumento delle temperature, quindi, non permetterà di avere condizioni adatte allo sci e agli altri sport invernali che si praticano in queste zone. Proprio una brutta notizia per Cortina e le altre località sciistiche della provincia di Belluno, che nel 2022 è tornata ad avere presenze per turismo paragonabili ai livelli pre covid.
Sì, perché dopo la battuta d’arresto del 2020 e la tiepida ripartenza del 2021, nel 2022 la provincia di Belluno ha visto un movimento turistico estremamente positivo nel periodo tra gennaio e giugno 2022. 554.449 presenze contro le 586.032 dello stesso periodo del 2019. In particolare Cortina, che si conferma una delle mete preferite per le vacanze invernali, nella prima metà dell’anno ha visto 159.597 presenze. Un divario di appena il 5,8% in meno rispetto a quelle del 2019 quando se ne sono registrate 169.125.
Alla luce di questi dati lo scenario evidenziato dall’Organizzazione meteorologica mondiale è ancor più serio. Ma non tutti sono concordi con questa visione, basata principalmente sui dati ottenuti da uno stress test effettuato nella provincia bellunese, dove lo scorso luglio si è verificato il crollo di un seracco sulla Marmolada.
Tra le voci fuori dal coro c’è quella di Enrico Ghezze, il titolare delle società degli impianti sciistici che si trovano nella conca di Cortina. Stando alle dichiarazioni rilasciate, Ghezze ritiene l’allarme dato dall’Organizzazione una vera esagerazione. Nonostante le variazioni climatiche siano sempre più imprevedibili, a detta del gestore degli impianti, parlare di un cambiamento tale nell’arco di pochi anni è eccessivo.
Ghezze ha poi sottolineato che spesso i media si concentrano sugli allarmismi, ma raramente vengono ricordate le nevicate record, ad esempio quella di oltre quattro metri che si è verificata tre anni fa.



