«Il Nevegal è una delle stazioni sciistiche del territorio provinciale riconosciuta come “grande campo scuola”. Per questo motivo, per l’importanza che assume quale base di partenza per le altre ski aree dolomitiche, è di particolare attenzione da parte dell’ente Provincia. Spiace constatare che si attacchi l’amministrazione provinciale su questo aspetto, perché è il modo più semplice per scaricare le responsabilità, senza fare il bene del Nevegal».
Così il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, in risposta alle ultime uscite stampa dell’ex vice sindaca e assessora al bilancio Lucia Olivotto, che nei giorni scorsi ha accusato Palazzo Piloni di «promettere risorse, ma di non dare seguito agli intenti».
«Non intendo entrare in una polemica che è palesemente tutta interna al consiglio comunale di Belluno. Non lo faccio per la delicatezza e la complessità del tema del Nevegal, di cui ho già parlato con il sindaco De Pellegrin. E del resto non è nel mio stile raccogliere le provocazioni, ma mi vedo costretto a puntualizzare, perché l’ente che rappresento è stato tirato in ballo a sproposito» afferma il presidente Padrin. «La Provincia nel 2021, all’interno della cosiddetta “manovra Covid”, ha erogato contributi a tutti gli impianti di risalita, riconoscendone il valore economico, turistico e sociale per il territorio provinciale. E all’interno di quella misura straordinaria ha premiato in particolare le ski aree con un campo scuola attivo, tra cui il Nevegal. Sempre in quest’ottica, abbiamo manifestato la volontà di venire incontro al Comune di Belluno in sinergia con la Regione per agevolare la fase di transizione gestione del Nevegal, proprio in considerazione del ruolo di “campo scuola” provinciale. Ma il sostegno economico non è mai stato quantificato, dato il periodo di grande incertezza e difficoltà economica degli enti locali, in particolare delle Province. Alla Provincia di Belluno sono stati azzerati i trasferimenti statali per la viabilità – che ammontavano a 15 milioni l’anno – e sono stati ridotti anche i fondi per la funzione fondamentale dell’edilizia scolastica. Tra tante difficoltà, un’amministrazione è costretta a stilare la lista delle priorità. E nella lista, la gestione di frane e situazioni di dissesto idrogeologico, di messa in sicurezza delle scuole superiori e di altre misure sociali come Investi scuola, è per forza di cose dovuta venire prima del Nevegal, costringendoci a rinviare a un secondo momento i finanziamenti a progetti non di diretta competenza provinciale, e che comunque, come in questo caso, non sarebbero risultati pregiudicati in caso di posticipazione; ricordo infatti che il finanziamento regionale di 300.000 euro non richiedeva cofinanziamento provinciale, ma comunale. In ogni caso, le porte della Provincia sono aperte: la consigliera Olivotto può venire a parlare di Nevegal e di altri temi quando vuole».
