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Borgo Valbelluna, 7 novembre 2022 – Si è tenuta oggi, presso la sede di Ceramica Dolomite di Trichiana (Borgo Valbelluna), l’inaugurazione ufficiale della nuova società nata dal progetto di una cordata formata dai quattro soci – Banca Finint di Enrico Marchi, Delfin di Leonardo Del Vecchio, Luigi Rossi Luciani Sapa di Luigi Rossi Luciani e Za-Fin di Bruno Zago, espressione della migliore imprenditoria del Nord-Est – e da Invitalia attraverso il Fondo di Salvaguardia Imprese, con l’obiettivo di riportare Ceramica Dolomite ad essere il player di riferimento della ceramica sanitaria di design Made in Italy, salvaguardando l’occupazione locale e valorizzando le competenze, la maestria e la specializzazione di tutti i lavoratori dell’azienda.

Nel corso della mattinata si sono succeduti gli interventi dell’assessore regionale all’istruzione, formazione, lavoro e pari opportunità del Veneto Elena Donazzan, dell’ex ministro per i rapporti con il parlamento Federico D’Incà, di Enrico Marchi presidente del Gruppo Banca Finint e promotore della cordata di imprenditori che hanno sostenuto l’iniziativa, di Daniele Straventa di Invitalia e Bruno Deola della FEMCA-CISL di Belluno in rappresentanza delle organizzazioni sindacali. A chiudere un breve commento del sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa.

La società Ceramica Dolomite S.p.A ha ufficialmente iniziato le proprie attività il 1 giugno 2022. Il rilancio industriale ha visto l’avvio del primo forno il 22 luglio con i primi pezzi usciti dalla fabbrica il 28 luglio; il 1° ottobre è stato avviato il secondo forno e nello stesso mese è stato dato avvio alla commercializzazione dei prodotti a marchio Ceramica Dolomite.

All’avvio lo stabilimento contava 408 dipendenti, dei quali 80 circa sono stati inseriti in un piano di pre-pensionamento, sulla base del contratto di espansione stipulato con il Ministero del Lavoro e concordato con le OO.SS. Grazie all’assunzione di nuove figure in ambito amministrativo e commerciale, a fine anno la società impiegherà circa 340 dipendenti e si prevede di proseguire nel piano di assunzioni per un totale di almeno 60 figure in arco piano.

La produzione, negli oltre 70.000 m2 dello stabilimento di Valbelluna, è stata avviata alla fine del mese di luglio e, contestualmente, sono stati lanciati investimenti per quasi € 2,0 mln, cui si aggiungeranno nei prossimi dodici mesi ulteriori investimenti per €4,6 mln, finalizzati a diversificare le fonti energetiche, a ridurre i consumi di energia e ad aumentare qualità ed efficienza della produzione mediante l’automazione dei processi.
Il fatturato al 31.12.2022 è atteso raggiungere gli € 11 mln circa, in linea con le attese. Il fatturato stimato per il 2023 sarà pari a € 25-30mln, con una produzione di circa 450.000 pezzi, ovvero la metà della capacità produttiva.
Nonostante l’importante aumento del costo del gas, l’Ebitda al 30 settembre, prima delle scritture di assestamento, è risultato negativo per 4,2 milioni, comunque migliore dei 5,9 milioni previsti dal piano. Alla stessa data, la società non aveva debiti finanziari e disponeva di cassa per circa 10 milioni. Il patrimonio netto si attestava a 15 milioni.

Come previsto dal piano di rilancio, a fronte della progressiva introduzione di nuovi modelli e nuovi clienti, si prevede di ottenere volumi di vendita che rendano possibile la saturazione produttiva. Entro il primo trimestre 2023 è prevista la presentazione di quattro nuove linee di prodotto a marchio Ceramica Dolomite.

Nel corso dell’incontro odierno è stato anche presentato il nuovo Amministratore Delegato di Ceramica Dolomite Spa, Stefano Mele, che dal 2 novembre guida la nuova realtà, raccogliendo il testimone da Luciano Favero che dal 2019 collabora con Banca Finint nella gestione di operazioni di turnaround finanziario e industriale, di distressed M&A e di consulenza finanziaria.

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