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Vaccinazione post infezione Sars-Cov2. Un corretto confronto scientifico senza risposte al Teatro Comunale

Belluno, 17 ottobre 2022 – Si è tenuto questa sera al Teatro Comunale un confronto scientifico aperto al pubblico sul tema “Vaccinazione Post Infezione SARS-COV2”, organizzato da PaxVax 19, gruppo Promotori di Aggiornamento e Confronto Scientifico in tema di vaccinazioni anti Covid.

Luigino Boito, presidente del Circolo Cultura e Stampa Bellunese, ha fatto gli onori di casa.

Miriam De Dea, medico radiologo di Belluno e animatrice della iniziativa, ha presentato i relatori e il significato di questo confronto. In questi ultimi anni un tale confronto rappresenta un evento sconosciuto nei nostri programmi televisivi e sulle pagine dei nostri maggiori giornali. Infatti si è trattato di un confronto pacato sul tema, in cui i due relatori hanno avuto tutto il tempo di esporre le proprie convinzioni senza schiamazzi, senza interruzioni e senza polemiche. Di questa impostazione e di questa volontà bisogna dare merito alla dott.ssa De Dea.

Il moderatore dott. Francesco Broccolo, virologo e docente di Microbiologia all’Università di Milano Bicocca, ha iniziato dicendo che vi è una sempre maggiore diffusione del virus SARS- COV2 e delle sue varianti Omicron in Italia, aggiungendo che molti non sanno di averlo, spesso senza una qualche sintomatologia significativa o in perfetta salute.

La dott.ssa Maria Merelli, specialista in Malattie infettive all’ospedale di Udine, ci ha parlato diffusamente e con molta energia della intensa attività nel suo reparto illustrando diagrammi schemi e tracciati molto complessi e intricati, più adatti ad un uditorio di colleghi della sua stessa specialità che ad un pubblico misto, interessato a parole chiare e semplici. Io stesso come medico radiologo ho perso più volte il filo e mi sono concentrato piuttosto sulle conclusioni che hanno voluto dimostrare il vantaggio della vaccinazione nei confronti delle reinfezioni nel breve termine.

Il dr. Alberto Donzelli, già membro del Consiglio Superiore di Sanità e della Commissione Medico-Scientifica indipendente, più volete applaudito durante la relazione, ha confermato alcuni dati della dott.ssa Merelli ma ha dimostrato che la curva delle complicanze gravi e mortali, pur in un breve intervallo inferiore ad un anno, tende inevitabilmente a salire in modo molto evidente e concomitante ad una riduzione della protezione assicurata dal vaccino, tanto che tale protezione diventa successivamente negativa. Ciò vuol dire che il vaccinato si trova con un sistema immunitario molto più debole e insufficiente rispetto al periodo antecedente la vaccinazione. Anche i suoi schemi e diagrammi erano pieni di cifre e di concetti, inadatti all’uditorio e scritti per lo più in inglese, ma il senso dell’intervento è stato egualmente apprezzato dal pubblico.

Il tempo per dibattiti e domande è stato necessariamente molto breve, poiché il moderatore non ha mai chiesto una esposizione sintetica ai relatori ed eravamo un gruppo piuttosto numeroso di persone che avrebbero voluto intervenire ma non ne ha avuto la possibilità. Tali iniziative, con queste stesse modalità, dovrebbero essere molto più frequenti, in particolare per problematiche così sentite e diffuse, ma dovrebbero essere chiare nelle conclusioni.

Ieri sera le conclusioni non sono state espresse, forse per volontà della regia, che sotto l’acronimo PaxVax, come ci ha detto la stessa dott.ssa De Dea, voleva forse intendere la volontà di pacificare gli animi.

Ma il primo scopo di tale confronto, nelle attese dei convenuti, era quello di avere informazioni chiare e indicazioni per l’avvenire. Abbiamo saputo che le complicanze delle vaccinazioni aumentano notevolmente dopo un breve periodo e che l’ecatombe di bambini sottoposti inutilmente ai vaccini è stata drammaticamente senza senso. Un suggerimento brevissimo e incidentale ce lo ha dato il dott. Donzelli quando ci ha detto di non aver mai fatto alcuna vaccinazione.

Circa 3 settimane fa Joe Biden ha affermato durante l’intervista di 60 minuti alla CBS che la pandemia è finita e che è stata una scelta politica; da noi si dice che l’infezione dilaga ed è molto grave, anche se i contagiati non se ne rendono conto. Ciò vuol dire che stanno bene e che la loro infezione è stata vinta Se consideriamo che la nostra Italia è divisa ancora in due fazioni e che una densa ondata di odio ci divide gli uni dagli altri, con espressioni inaspettate e gravissime, dobbiamo concordare con Biden perché la Scienza tende ad unire sotto l’ombrello della sperimentazione mentre la politica tende a dividere in opposte fazioni sotto la spinta di interessi di parte e di intenzioni inconfessabili. Questo è quel che si è verificato fin dall’inizio della cosiddetta pandemia.

Un esempio bello ed elegante è quello della giornalista Selvaggia Lucarelli, signora bella ed elegante, che ha detto “vorrei un virus che ti mangia gli organi in 10 minuti e ti riduca a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere, per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”.

Giuliano Cazzola politico, giornalista e sindacalista ha indicato una maschia soluzione per i no-vax “serve Bava Beccaris…vanno sfamati col piombo”. Ineffabili!

Ricordiamo che la nostra Nazione è tra quelle che hanno la più alta percentuale di decessi con la maggior percentuale di vaccinati, nettamente superiore al 90%; e allora chiediamoci perché queste persone sono capaci di sentimenti così estremi avendo la certezza di aver scelto bene e di essere protette dal vaccino. Dovrebbero essere indifferenti alla sorte di coloro che hanno scelto diversamente. Invece no, vogliono vederli morti, e nei modi peggiori.

A questo concetto si ricollega anche una espressione ricorrente” non ti vaccini soltanto per te stesso ma anche per proteggere gli altri” per cui abbiamo vaccinato anche bambini dell’asilo per proteggere i nonni (concetto mai sentito prima!). Al Parlamento europeo la signora Janine Small, presidente della Pfizer per i mercati emergenti, rispondendo ad una domanda ben precisa dell’europarlamentare Rob Roos olandese l’altro giorno, ha dichiarato sorridendo che il vaccino prima di essere immesso nel mercato non è stato testato per sapere se interrompesse il contagio perché non c’era tempo. Quindi conclude Roos i governi hanno formalmente discriminato senza alcuna base scientifica coloro che, non vaccinandosi, venivano considerati come potenziali “untori” a differenza dei vaccinati. Ai primi sono state tolte le libertà civili, il lavoro e lo stipendio. Un plauso a Draghi e Speranza!

Molte domande senza risposte, apertamente dichiarate, ieri sera:

dobbiamo fidarci dei metodi della diagnostica molecolare dopo le dichiarazioni del prof. Drosten?

Dobbiamo seguitare a vaccinarci con vaccini scaduti e attualmente ancora sperimentali?

Dobbiamo ancora vaccinare i bambini? L’unica terapia possibile sono ancora i vaccini?

Possiamo o no usare medicine conosciute da anni che ci guariscono con una brevissima degenza domestica? Oppure dobbiamo ancora vigilare senza medicine e in attesa di guarire spontaneamente o di essere ricoverati in rianimazione?

I sanitari non vaccinati e sospesi senza senso, additati a pubblico ludibrio, verranno reintegrati oppure no?

Dobbiamo ancora accettare la pesantissima intrusione della Politica in una problematica squisitamente scientifica e medica?

Auguro alla dott.ssa Miriam De Dea e al suo gruppo di impegnarsi ancora nella sua lodevole iniziativa e di rispondere con chiarezza ad almeno alcune delle domande che ci propone questa tragica e costosissima vicenda.

Filiberto Dal Molin

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