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domenica, Febbraio 5, 2023

Omnia pro nobis? * di Filiberto Dal Molin

Filiberto Dal Molin

Tutto per il nostro bene? Tutto nel nostro interesse? Possiamo dire che la gestione sanitaria di questa pandemia è stata organizzata all’insegna del nostro bene comune più prezioso, per la nostra salute?

Qualche dubbio, per la verità, non pochi di noi l’hanno avuto e solo pochi giorni fa ne abbiamo avuto la conferma dal Presidente Nazionale degli Ordini dei Medici di Roma, il dott. Filippo Anelli. Dotato di una notevole vis comica, nella sua veste istituzionale, ha ordinato la retromarcia degli Ordini sui medici non vaccinati disponendo che tornino tutti al lavoro, con la stessa autorevolezza con cui aveva ordinato il contrario pochi mesi fa.

Dopo la peggiore intransigenza che è costata lavoro e stipendio a più di 4000 medici italiani, per non parlare di tutti i lavoratori nella Sanità, ora ci sarebbe la riammissione coatta alla professione, poiché la gestione emergenziale del Covid non ha più senso, sostiene Anelli. E in questo ha ragione. Possiamo quindi attendere fiduciosi una nuova pandemia poiché abbiamo imparato che in soli 3 anni anche quelle di tipo influenzale riusciamo a domarle.

Rivestendo i panni che gli sono più congeniali il dott. Anelli ha severamente richiamato alla correttezza, ricorrendo eventualmente a provvedimenti legali, tutti quelli che si son permessi di protestare, insultare, minacciare e aggredire gli Ordini per la sospensione subita. Nella sua esilarante severità contro i colleghi, definiti facinorosi e violenti, che hanno protestato per la sospensione il Presidente degli Ordini dei Medici non si è accorto di essere andato contro le disposizioni del ministro Speranza, che invece ha deciso di mantenere le sospensioni fino a dicembre e la mascherina anche nel mese di ottobre. E quindi anche Anelli e alcuni suoi colleghi che presiedono gli Ordini hanno cominciato a capire di non essere a disposizione del ministro della Salute (che mediamente rimane in carica non più di 2 anni) ma sono semplicemente e indissolubilmente legati al loro codice deontologico, che richiede Scienza e Coscienza, ispirato al giuramento di Ippocrate da 2500 anni.

Per la cronaca il nuovo potere politico, ancor prima del suo giuramento istituzionale, sembra aver già espresso la volontà di fare un po’ d’ordine nella congerie disordinata e criminale delle disposizioni che abbiamo dovuto subire per 3 anni: vaccini ancora sperimentali e resi obbligatori, quanto meno inutili e dannosi, se non mortali; vigili attese suicide; esclusione di farmaci collaudati da decenni e risolutivi della viremia in pochi giorni; esclusione di dibattiti scientifici aperti equilibrati e normati; stop a tutte le notizie scomode al governo; condanna di medici seriamente impegnati a salvare i propri pazienti, al di fuori delle disposizioni governative. Su tutto questo “Ordini Superiori “non scritti ma indiscutibili, che non prendono atto di test diagnostici inaffidabili ed escludono ogni verità documentata che avremmo potuto avere dalle autopsie, proibite fin dai primi giorni. Senza contare l’esclusione dai diritti civili per tutti quelli che non avevano meritato il green-pass. Tutto ciò per il nostro interesse di cittadini e di pazienti? No, no, non per noi, ahinoi! Ridotti al ruolo di sudditi, questa tragicommedia del Covid rimane soltanto un’esperienza preziosa: ha svelato il volto di un Potere che abbiamo ingenuamente creduto democratico e votato al servizio della Comunità e dei Beni Comuni.

Come cittadini dobbiamo imparare ad esigere il confronto per accertare la Verità e manifestare il dissenso quando questa ci viene negata. E ci viene negata tutti i giorni. Nel nostro piccolo mondo bellunese un “Confronto Scientifico” ci sarà al Teatro Comunale lunedì 17 ottobre alle 17,30 nel pomeriggio in tema di vaccini. Siamo tutti invitati

In questo nuovo millennio siamo sempre stati in guerra, al servizio dei più potenti: 20 anni in Iraq e in Afghanistan (e nessuno si è mai premurato di farci sapere con quale bilancio e con quali costi); per 3 anni contro una influenza chiamata Covid (e i costi purtroppo li conosciamo personalmente); ora minacciati da un fuoco nucleare voluto da almeno 3 criminali. E noi subiamo tacitamente e ringraziamo. Sudditi buoni e beneducati!
Mi sembra necessario concludere con La Verità importantissima e non più discutibile, che rappresenta il vero problema del nostro pianeta: la nostra civiltà di SAPIENS si muove velocemente verso la sua autodistruzione e la distruzione dell’unico mondo vivibile nel piccolo raggio di qualche migliaio di anni luce. Non abbiamo ancora incominciato a fare qualcosa per salvarlo e per salvare noi stessi; la pandemia e le guerre sono ottime scusanti per non incominciare mai e per accampare sterili promesse. La storia qui ci aiuta con due fatti significativi, che dovremmo studiare a scuola ma che disturbano i manovratori e le nostre coscienze.

Nel 1947 i Paesi più ricchi, nell’entusiasmo post-bellico, hanno stipulato un accordo per un completo sfruttamento delle risorse mondiali, il GATT, con un aumento dei traffici e dei “mercati”, senza porsi alcun problema circa le conseguenze ambientali ed economiche di tale accordo (malgrado la notevole letteratura antecedente) al fine di uno sviluppo senza fine, con un aumento esplosivo del benessere per i più ricchi, con l’aumento esplosivo della popolazione, e cioè dei clienti, e un altrettanto esplosivo aumento degli schiavi per dotarsi di manodopera concorrenziale e a basso o bassissimo costo. Non se ne parla più, per decenza, ma questo spirito, chiamiamolo imprenditoriale, è alla base delle politiche del mondo.

25 anni dopo il Club di Roma, associazione non governativa che riuniva capi di Stato, economisti e scienziati, promuove il “Rapporto sui limiti dello sviluppo” successivamente denominato “Rapporto Meadows”, commissionato al MIT. Secondo questo rapporto, come era logico aspettarsi, il modello economico di crescita continua in un ambiente di limitate risorse naturali era destinato rapidamente a fallire e a collassarsi. Anche e soprattutto a causa dei miglioramenti scientifici e tecnologici per un continuo aumento della domanda. Gli effetti del rapporto Meadows e delle sue puntuali conferme? Assolutamente nulli, troppo problematici e difficili da affrontare in un mondo che vuole lo sviluppo senza fine.
Proprio 50 anni fa, nel 1970, secondo il Global Footprint Network abbiamo raggiunto nel mondo l’equilibrio perfetto tra ciò che il pianeta produceva e ciò che consumavamo. Eravamo allora 3682 milioni di abitanti; oggi siamo più del doppio e parliamo ancora e soltanto di sviluppo e progettiamo un necessario aumento di consumatori e di schiavi. Le risorse che il pianeta ci offre quest’anno le abbiamo consumate nel mese di maggio. In questi altri mesi intacchiamo pesantemente il capitale, come abbiamo fatto in tutti gli anni precedenti. Se il modello di vita adottato negli Stati Uniti fosse quello di tutto il mondo ci vorrebbero le risorse di 6 pianeti come il nostro per mantenere l’equilibrio tra domanda ed offerta.

In questa situazione che voto dare a tutti i governi, di tutto il mondo, nell’ultimo secolo e ai loro provvedimenti sostanzialmente criminali?
Un mondo di DELITTI certi e….di CASTIGHI prossimi venturi!

Filiberto Dal Molin

 

 

 

 

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