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Politiche 2022. Osnato (FdI): “Una vittoria senza se e senza ma”. De Carlo: “5 anni fa eravamo al 4%, oggi in regione siamo al 30% “

Filippo Osnato

“Questa mattina, con dati ormai definiti, possiamo sicuramente trarre le prime considerazioni.
Si tratta di una vittoria senza “se” e senza “ma”, che dimostra una crescita costante e di grandissimo peso di Fratelli d’Italia, in tutta la penisola e, per quanto ci riguarda in particolare, nella provincia di Belluno”.

Lo afferma in una nota Filippo Osnato, portavoce di Fratelli d’Italia Belluno-Dolomiti.

“La riconferma di Luca De Carlo, con numeri che non ammettono discussioni e che premiano, evidentemente, il suo lavoro; il risultato del partito, in termini assoluti, nel confronto con gli alleati e, ancor di più, con i competitors; la sostanziale omogeneità del risultato su tutto il territorio della provincia, tutto questo ci fa chiaramente comprendere quanto l’impegno profuso negli anni sia stato premiato ed appagante.

La stessa Giorgia Meloni, nella notte, ricordava come il percorso di Fratelli d’Italia sia stato duro, dalla nascita, quando molti ci davano morti in fasce, ad ogni tornata elettorale nelle quali la crescita, per quanto costante, era lenta e sembrava non premiare adeguatamente lo sforzo, fino ad oggi, raggiungendo percentuali ed un primato che rappresenta il traguardo di quel percorso faticoso.

In provincia, particolarmente, dopo i risultati delle amministrative del capoluogo e di Feltre, che vedono Fratelli d’Italia vincere con gli alleati conferendo un sostanziale e cospicuo contributo, raggiungiamo percentuali che solo poco tempo fa sembravano utopiche. Ma noi sapevamo, dopo il dato delle amministrative, che il dato delle politiche sarebbe stato diverso e convincentemente superiore.

Tutto questo è merito certamente dell’attività di tutti i militanti, del sostegno che la gente ha voluto tributare al nostro partito ma, soprattutto ed indubitabilmente, di chi c’è stato sempre, credendoci contro ogni evidenza, andando ostinatamente per la strada che Fratelli d’Italia si era prefissa fin dalla nascita: tutelare l’Italia e gli italiani, sempre.

Chi per dieci anni ha speso tempo, impegno, sentimento credendo in una idea che è diventata azione, alla fine ha visto il sole splendere e oggi può fieramente vedere riconosciuto quel ruolo di “Classe Dirigente” che gli avversari politici hanno sostenuto Fratelli d’Italia non avesse: immaginate cosa sarebbe successo se ci fosse stata”!

Conclude Osnato: “Ci attende ora, se così deciderà il Presidente Mattarella, il Governo della Nazione, in un momento storicamente difficile e denso di ostacoli impervi che, se certamente non ci spaventano, ci impongono un enorme carico di responsabilità alle quali, siamo certi, risponderemo con il massimo impegno e la più grande serietà, nella consapevolezza di quanto si aspettino i cittadini italiani, che siano o meno elettori di Fratelli d’Italia”.

Luca De Carlo, senatore

“Fratelli d’Italia esce vincitrice assoluta dalle urne, risultando il primo partito a livello nazionale e in Veneto, dove sfonda il tetto del 30%. “Una fortissima crescita, nata dopo le Europee del 2019, frutto del grandissimo lavoro di una classe dirigente maturata tanto nelle piazze quanto nelle istituzioni”, commenta il coordinatore regionale – e riconfermato senatore – Luca De Carlo. “Cinque anni fa eravamo poco sopra il 4%, oggi in regione siamo oltre il 30%: è un risultato eccezionale”.
Il risultato elettorale conferma quanto sempre sostenuto da De Carlo: “Il centrodestra quando è unito vince: questa vittoria porta con sé grandi responsabilità e non dobbiamo tradire le aspettative che i cittadini hanno posto in noi. Il Veneto ha bisogno di un’iniezione di fiducia e di risorse”.
Chiare quindi le priorità: “Mettere in sicurezza economica la nazione, dal caro-bollette a tutti i costi per cittadini e imprese. Poi spazio alle riforme, dal presidenzialismo all’autonomia”.
Infine, De Carlo risulta – al momento – l’unico rappresentante bellunese eletto nel nuovo parlamento: “Se venisse confermato questo dato, sarebbe un peccato. La scorsa legislatura eravamo in sei, tra deputati e senatori; non sarebbe un bene per il territorio bellunese e sarebbe un male per la democrazia. Spero che tutti quelli che mi hanno appoggiato con il loro entusiasmo e il loro voto continuino a sostenermi nelle attività romane perché non sarà facile”.

 

 

 

 

 

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