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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Tutto esaurito a Sossai per La vedova allegra nella magica cornice del Mut

Grandi emozioni sabato a Belluno in quel di Sossai per la Vedova allegra.
La gran qualità dello spettacolo musicale e la magica cornice del teatro al Mut hanno regalato sensazioni memorabili.

L’ormai tradizionale appuntamento estivo con la “lirica silvestre” sta diventando una occasione di alta cultura con interesse di pubblico che va oltre i confini provinciali. L’aver esaurito i duecento posti previsti in meno di tre giorni già rende l’idea della qualità dell’evento.
Gli “Amici del Mut” coordinati Silvano De Salvador, da anni portano avanti una minuziosa manutenzione dei piani terrazzati che contraddistinguono una ampia zona sopra Sossai, con una attenta e rispettosa manutenzione dei muri a secco e sentieri di collegamento; da quelli che un tempo erano terrazzamenti per orti e campetti, hanno ricavato un vero e proprio teatro all’aperto di particolare suggestione scenografica tale da incantare il pubblico.

Lo spettacolo lirico che ogni anno gli stessi Amici del Mut organizzano è l’esaltazione del gran lavoro di recupero e mantenimento di una preziosa testimonianza di archeologia rurale che caratterizza la morfologia del territorio.
Il palcoscenico ha visto il susseguirsi di 4 cantanti, due attori, 5 ballerini, 12 comparse, il tutto con particolare dinamicità e varietà di costumi che hanno reso lo spettacolo frizzante e divertente.

Gli Amici del Mut, oltre ad aver organizzato l’evento con sapiente cura in ogni dettaglio, hanno studiato e realizzato le 3 scenografie portando in scena anche momenti esilaranti.
L’operetta La Vedova Allegra di Franz Lehar è stata appositamente adattata e revisionata per l’evento del Teatro al Mut.
Il pubblico intervenuto, molto attento e partecipe, ha apprezzato con generosi applausi il cast di solisti, professionisti di notevole esperienza teatrale e dall’importante curriculum artistico.
Dario Turrini ed il simpatico Umberto Scida nel ruolo di Nijegus hanno intrattenuto il pubblico con svariati scambi di comiche battute, la parte canora è stato magistralmente condotta dal soprano Scilla Cristiano (in Hanna Glawari), dalla soubrette Antonella De Gasperi, dal tenore Domingo Stasi e dal tenore bellunese Domenico Menini nel ruolo chiave del Conte Danilo Danilovich. Tutte le parti danzate dell’operetta sono state messe in valore dall’ottima prestazione del corpo di ballo della Scuola di Ballo del Veneto, diretto dalla coreografa Maggiolen Uscotti.

Lo spettacolo è stato condotto nella direzione artistica da Domenico Menini, con la regia dell’acclamato Dario Turrini, attore bolognese particolarmente affezionato del teatro al Mut.
Gli sfavillanti costumi sono stati forniti dalla Compagnia Umberto Scida e della sartoria teatrale Arrigo di Milano.

La rappresentazione è stata vivacizzata e resa divertente dalle 12 bravissime comparse locali, totalmente calate nella parte, che con grande maestria hanno contribuito a creare di volta in volta le giuste atmosfere a corollario delle esibizioni degli artisti.
Nei camerini e dietro le quinte uno staff di parrucchiere e sarte inseguivano artisti e compare ad aggiustare i tanti cambi di costume, mentre gli Amici del Mut cambiavano le scene, calando lampadari, sfilando divani, tavoli, sedie, per lasciar posto alla costruzione di siepi ed aiuole in sassi.

Perfetti nella tempistica e nel coordinamento i 3 cambi di scena, messi in atto dagli stessi “Amici del Mut”, il gruppo di volontari, che oltre ad aver curato l’intera manifestazione, ha sapientemente approntato le scene che andavano a rappresentare i diversi ambienti. Particolarmente apprezzata la scenografia del primo atto che doveva raffigurare l’interno dell’ambasciata parigina ove si teneva la festa danzante, il grande pannello che evocava la parete ottocentesca conteneva il famoso quadro con ritratto (vivente) dello scomparso re di Pontevedro, completava la scenografia un possente lampadario di cristallo retto da evidenti carrucole di legno (servite poi per il cambio scena). Divertente ed applaudite le mosse per i vari cambi scena.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori per aver dato una brillante risposta alla grande aspettativa che si era creata nel Bellunese per quello che è ormai diventato il tradizionale appuntamento con la “lirica silvestre”, evento sostenuto da numerose attività economiche (in particolar modo da Unifarco per il territorio) con la condivisione della Fondazione teatri delle Dolomiti ed con il patrocinio di Provincia di Belluno, Comune di Belluno, della Fondazione Dolomiti Unesco, del CAI e della Fondazione G.Angelini .

 

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