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Il Tar abbatte i vincoli imposti dal ministero dei Beni culturali al Comelico e Auronzo

Franco Gidoni, commissario provinciale Lega

“A pochi giorni dal primo anniversario dalla morte del senatore Paolo Saviane, questa sentenza del Tar è una vittoria che noi dedichiamo a lui”. A dirlo è il commissario provinciale della Lega Franco Gidoni a commento del riconoscimento, da parte del Tar, della libertà dei territori di progettare il proprio sviluppo; un riconoscimento che oggi, di fatto, finalmente solleva il Comelico e Auronzo dai più stretti vincoli imposti dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Una battaglia, quella a favore delle terre alte bellunesi e del loro diritto di autodeterminarsi, che Saviane aveva portato avanti a Roma per permettere il via libera al collegamento Comelico – Pusteria e, più in generale, per liberare la montagna bellunese dai lacciuoli imposti dal Governo, da burocrati che, così diceva, non sapevano nulla delle terre alte e di come vive la loro gente.

“Saviane è stato tra i primi a esporsi su questo tema e l’ha sempre fatto schierandosi chiaramente a favore del nostro territori, coinvolgendo tutti i parlamentari bellunesi e il ministro Erika Stefani in tavoli di trattativa – spiega Gidoni -, aveva la lungimiranza di capire dove l’ambientalismo deve lasciare spazio all’autodeterminazione dei sindaci, che amano la loro terra e sanno imboccare le strade migliori per assicurare un futuro alla loro gente. Quella per togliere i vincoli al Comelico è stata una battaglia di autonomia e di contrasto allo spopolamento, Saviane ha avuto la lungimiranza di capirlo subito e di scendere in campo. Da qui in avanti il Comelico può tornare a progettare il proprio futuro e ad immaginarsi non solo come punto da cui si parte, ma anche come meta attrattiva per il lavoro e per le opportunità che offre. E questo, a mio dire, è anche merito del nostro compianto senatore”.