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Idroelettrico e ristori. Cestaro e Puppato (Lega): “L’emendamento del Pd arriva tardi, la Regione si è mossa già nel 2020”

Silvia Cestaro – Consigliere regionale

Giovanni Puppato, consigliere regionale

“L’emendamento del Partito Democratico arriva tardi, forse l’onorevole De Menech non sa che la Regione si è già mossa due anni fa ottenendo ristori per i territori ospitanti grandi derivazioni idroelettriche e che a breve verrà portato in Consiglio un disegno di legge sulle concessioni delle grandi derivazioni”.

È la prima risposta dei consiglieri regionali della Lega Silvia Cestaro e Giovanni Puppato alle dichiarazioni dell’esponente del Pd che, alla stampa, ha annunciato la presentazione di un emendamento finalizzato ad assicurare ai territori montani ristori economici in cambio del prelievo d’acqua. Senz’altro una buona iniziativa, ma di fatto già attuata dalla Regione con la legge 27 del 2020.

“Fa piacere constatare come l’onorevole De Menech prenda ad esempio quanto già fatto dalla Regione Veneto per proporlo anche agli altri territori – commenta Cestaro -. Parlo della legge 27 del 2020 che, all’articolo 1, impegna i titolari di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico a fornire annualmente e gratuitamente energia elettrica alla Regione, la quale utilizza gli introiti per il “miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi pubblici e rivolge almeno il 50% degli stessi ai territori provinciali interessati dalle derivazioni”. Per la provincia di Belluno la questione, poi, è ancora diversa, perché l’energia gratuita monetizzata va al 100% al territorio, in virtù della sua specificità. Parliamo di qualche milione di euro all’anno. Questo è già legge, in Veneto, dal 2020″.

C’è poi il disegno di legge sulle concessioni scadute al quale la Regione sta lavorando, l’iter è a buon punto, c’è stato il passaggio in commissione e si prevede l’approdo in Consiglio dopo l’estate. “L’approvazione del disegno di legge comporterà la messa in capo ai territori delle grandi concessioni – spiega Puppato -, questo significa che da lì in avanti sarà la Regione e non più il Governo a gestire le concessioni e ad emettere i bandi di gara per la gestione delle centrali. L’autonomia sarà ancora maggiore per il nostro territorio, perché la Provincia sarà chiamata a gestire i rinnovi insieme alla Regione. Non è una questione di lana caprina, ci troviamo davanti ad un momento cruciale per l’autodeterminazione dei territori in materia di idroelettrico e la Regione Veneto, in questo, si è mossa già da diversi anni a favore delle province e del territorio montano in particolare”.

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