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A spasso par al loc. Sabato 20 agosto la passeggiata in notturna a Salce

Sabato 20 agosto torna “A spasso par al loc”, la passeggiata in notturna per i sentieri, i boschi e i prati di Salce (Belluno) accompagnati dalle guide. Sono previsti cinque gruppi che partiranno dall’asilo di Salce a intervalli di mezz’ora ciascuno, dalle 19:00 alle 21:00 e termineranno il giro con la cena di piatti tipici al campo sportivo di Salce. Questa quinta edizione, dopo la pausa forzata a causa della pandemia, è mirata alla scoperta dei luoghi cari alle persone che sono state insignite di riconoscimenti per aver valorizzato attraverso le proprie opere il loro paese e la loro città. Un percorso con visita a dimore di pregio, luoghi popolari, con intermezzi di animazioni a sorpresa. Durante la manifestazione tutti i partecipanti sono tenuti al rispetto del silenzio e dell’oscurità della notte.

Si raccomanda un uso moderato delle torce e di non portare cani al seguito, per non disturbare gli animali che ci saranno lungo il percorso. L’iscrizione on line deve essere confermata alla partenza con il versamento della quota di 20 € adulti e 8 € fino ai 12 anni. L’iscrizione comprende la cena. In caso di rinuncia si prega di avvisare con anticipo. Presentarsi almeno 20 minuti prima dell’ora stabilita per la partenza del proprio gruppo. Si consiglia un abbigliamento adeguato a brevi escursioni, con scarponcini adatti a sentieri sassosi e prati che potrebbero essere bagnati. Il percorso è di circa 6 chilometri, per un tempo di percorrenza di circa due ore e mezza. L’incasso sarà devoluto all’asilo parrocchiale di Salce. Organizzano l’evento le associazioni parrocchiali di Salce.

info e iscrizioni su: a-salce.jimdo.com o Tel. 3346757676
Per ulteriori informazioni, le foto e filmati delle precedenti edizioni sul sito: https://a-salce.jimdofree.com/.
Per effettuare la preiscrizione compilare il form al seguente link: https://forms.gle/wD4rYYnowJc2vANh7/.

A spasso par al “Loc” dal libro “La cura” di Paolo Tormen
In dialetto bellunese la parola “loc”, con la “o” chiusa, significa letteralmente “luogo”, ma assume contemporaneamente anche una miriade di altri valori, più o meno intrinsechi e collegati alla sua originaria collocazione nel vocabolario rurale. Significa, infatti, anche appezzamento di terra o, più genericamente, un’intera azienda agricola. Può indicare una proprietà, non necessariamente personale, acquisita, ereditata o semplicemente gestita a vario titolo. I confini del loc rappresentano il perimetro ideale in cui sono contenuti i riferimenti geografici ed esistenziali nella nostra vita e sono riconoscibili anche da molto lontano o dopo tanto tempo. Un loc è anche un’entità produttiva, non un’unità di misura, è la possibilità di ricavare il sostentamento proprio e della propria famiglia: Possedere un loc da coltivare significa quindi sicurezza economica e tranquillità per il futuro. Il loc è la somma dei nostri interessi, è il patrimonio che trasferiremo alle prossime generazioni, costituito non solo da beni materiali, bensì da conoscenze, emozioni, esperienze e progetti, sogni e delusioni. E’ un tesoro, però, che non vale nulla se rimane chiuso ed impermeabile, sconosciuto o inaccessibile, perciò vorrei accompagnare virtualmente chiunque lo voglia, a visitare il mio. Sarò orgoglioso di mostrare sia i tratti più solivi che le zone ripide e i pusterni, alternando lo sguardo su orizzonti più lontani e altri più prossimi a chi osserva, percorrendo a passo lento il loc, non che mi appartiene per qualsivoglia diritto, ma che mi è stato temporaneamente affidato. Questa sorta di diario di viaggio ”senza tempo”, compiuto seguendo le tracce di una vita contadina scandita ovviamente dal succedersi delle stagioni, nasce dal desiderio di ridonare forma e contorni a ricordi e testimonianze di quella cultura rurale che ha fortemente caratterizzato la nostra comunità, ma, per naturale e inconvertibile evoluzione, rischia seriamente di perdersi per sempre. Solamente se saremo in grado di riscoprire quanto è stato, valorizzando le esperienze di chi ci ha preceduto e rileggendole attualizzate al nostro contesto, solo allora non potremo più temere per il futuro, poiché la memoria sarà al riparo dall’oblio e dalla contaminazione nostalgica che la rende sterile.

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