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Messa in sicurezza dell’abitato di Villaga: sei interventi per 1 milione di euro. Gosetti: «Primo stralcio che garantisce vivibilità alla frazione»

Feltre, 29 giugno 2022 – Taglio del nastro oggi, a Villaga, per il complesso di interventi di messa in sicurezza dell’abitato messo in campo dalla Provincia di Belluno. Si tratta del primo stralcio, dal valore di 1 milione di euro, che ha visto la realizzazione di un canale di scarico che convoglia le acque meteoriche provenienti dal versante del Monte Tomatico, impedendo che inneschino colate di fango fino a invadere la frazione feltrina.

«Con questo primo stralcio, mettiamo in sicurezza le case e gli abitanti» commenta il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Mattia Gosetti. «È un investimento importante che serve a garantire vivibilità a una delle aree che eventi meteo recenti hanno rivelato più fragili».

IL PROBLEMA
Il dissesto di Villaga infatti ha avuto origine qualche anno fa. Nella serata del 13 ottobre 2014 si è verificato un evento di colata rapida dalle pendici del Monte Tomatico che ha mobilitato circa 20.000 metri cubi di materiale detritico. La colata si è riversata a valle depositandosi su prati, boschi e superfici coltivate, abitazioni e strade comunali. Massi di notevoli dimensioni si sono arrestati in prossimità delle case.
La Provincia e il Comune hanno eseguito interventi in somma urgenza per mitigare il rischio idrogeologico. Tuttavia il 4 e 5 novembre 2014 si è verificata una nuova colata che ha fatto capire quanto fosse importante un intervento di sistemazione definitiva del corso d’acqua, che è in secca per tutto l’anno, ma assume un carattere torrentizio preoccupante in occasione di eventi meteorologici significativi che stanno diventando sempre più frequenti. È stato quindi redatto un progetto definitivo del valore di 3,5 milioni di euro.

GLI INTERVENTI
I lavori fin qui realizzati riguardano il primo stralcio funzionale, di importo pari a 1 milione di euro, con lo scopo di preservare l’abitato di Villaga. Sono sei le opere, tutte orientate alla realizzazione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche. L’obiettivo è quello di intercettare l’acqua prima che possa erodere il terreno e convogliarla fino allo scarico naturale nel rio Aurich, a valle dell’abitato:
1. pulizia, protezione e rivestimento con massi ciclopici di sponde e argini a monte del guado a quota 440 metri sul livello del mare;
2. riprofilatura del guado per ottenere un adeguato franco idraulico e realizzazione di un pennello in destra idrografica a protezione delle abitazioni sottostanti;
3. allargamento della vasca di accumulo realizzata in somma urgenza fino alla capienza di 5.000 metri cubi, con una briglia in testa e 4 salti trasversali da circa 2 metri di altezza realizzati con massi ciclopici squadrati. Quest’opera dovrebbe essere in grado di contenere quasi per intero la componente solida della colata;
4. costruzione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche nel sottostante pendio a valle di via Villaga, lasciando successivamente il libero deflusso superficiale delle acque, per un tragitto di circa 200 metri, prima del naturale compluvio nel rio Aurich;
5. realizzazione di una vasca di dissipazione in calcestruzzo armato con briglia selettiva;
6. per consentire l’attraversamento di via Barucce e della strada comunale sono stati messi in opera dei manufatti prefabbricati in cemento armato.
I lavori sono stati aggiudicati all’impresa Ipogeo di Seren del Grappa. Il 5 e il 6 dicembre 2020, durante la costruzione del canale, si è innescata una nuova colata che ha investito gli scavi producendo danni ai lavori, ai quali si è rimediato con il riutilizzo del ribasso d’asta.

PROSSIME OPERAZIONI
Il secondo stralcio, previsto nel 2024, prevede l’ulteriore allargamento della vasca di accumulo e la realizzazione di una briglia selettiva.
«L’obiettivo è sempre quello di sistemare le criticità di natura idrogeologica, che purtroppo sono tante» commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Mettere in sicurezza il territorio, specialmente dopo le conseguenze di Vaia, rimane la priorità».

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