HomeCronaca/PoliticaDisegno di legge Zan. Paolo Bello: "La strada è ancora lunga". Vignato:...

Disegno di legge Zan. Paolo Bello: “La strada è ancora lunga”. Vignato: “Va approvato subito”

Paolo Bello

Il disegno di legge Zan, dal nome del deputato del PD Alessandro Zan, prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili.  Secondo il ddl, arenatosi in Senato i reati collegati all’omofobia sarebbero equiparati a quelli sanciti dall’articolo 604 bis del codice penale che contrasta il razzismo e l’odio su base religiosa, punendo con la reclusione fino a quattro anni le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

Sul tema interviene Paolo Bello, capolista della civica che sostiene la candidata sindaco Lucia Olivotto.

“Quello dei diritti – sostiene Bello – è un tema spinoso perché da sempre vede in Italia una polarizzazione dei diversi schieramenti che tendono storicamente a ideologicizzare le molteplici problematiche; dal tema del divorzio e dell’aborto, a quello del fine vita; dal tema della violenza di genere a quello dei Dico e del matrimonio tra omosessuali; e così via.

L’affossamento in Parlamento del DDL Zan si colloca in questo preciso contesto culturale.

Paradossalmente il decreto in questione, che voleva favorire una convivenza nella diversità, è stato affossato per mancanza di disponibilità al dialogo.
L’uso a mo’ di clava ideologica di espressioni come “identità di genere” non aiuta certo a trovare convergenze, che sono invece indispensabili per promulgare una legge di questo tipo. Non a caso nelle legislazioni europee si usano con maggior frequenza espressioni come “orientamento sessuale” e “identità sessuale” che sono decisamente molto meno divisive.

Abbiamo bisogno di una trasformazione culturale profonda che fatica ad essere guidata dalle forze politiche attuali le quali soffrono da tempo di mancanza di leader autorevoli e profetici.

La stessa parità di genere appare traguardo lontanissimo.

Per restare nel panorama di Belluno, a fronte delle posizioni di una destra incapace di sganciarsi da posizioni ideologiche del passato, c’è talvolta un humus culturale difficile da trasformare anche nelle altre forze politiche.
Basterebbe ascoltare il candidato sindaco sedicente progressista, appoggiato dal Partito di Zan, – conclude Paolo Bello – quando dice pubblicamente che ‘gli asili sono servizi da dare alle donne’, per capire che la strada è ancora lunga”.

Giuseppe Vignato – Candidato sindaco al Comune di Belluno

Aggiunge il candidato sindaco Giuseppe Vignato:  “Il ddl Zan va approvato subito, è una priorità. La novità è che propone di mettere sullo stesso piano la discriminazione verso l’orientamento sessuale/identità di genere e quella per odio etnico, razziale o religioso. Il problema è che non dovrebbe essere una novità, ma un dato di fatto. Riferendosi alla comunità LGBTQ+ basta leggere i dati 2020 dell’associazione Ilga Europe per sapere che l’Italia è alla posizione 35 su 49 Paesi europei per i diritti di queste persone, proprio a causa della mancanza di una legge specifica contro l’omobitransfobia relativamente ai crimini d’odio. Gli atti omotransfobici vengono tuttora puniti come “semplici” atti di violenza, talvolta connotati di aggravante per futili motivi. Ora l’intento di approvare questo disegno di legge va portato avanti anche in risposta a quella brutta parentesi dell’applauso in Senato cui abbiamo assistito. Belluno non è esente da tale interesse: anche qui vi sono appartenenti alla comunità LGBTQ+ e associazioni interessate solo che, rispetto anche alla sola Treviso, la città più vicina, serve un coordinamento ancora più strutturato di quello esistente che permetta a queste persone di vivere serenamente, e non restare nascoste, e anche di essere tutelate da una legge valida in caso di violenza. Non dimentichiamo naturalmente i diritti delle altre comunità tutelate dal decreto legge che in Italia ancora mancano”.