
«La musica, l’arte e la cultura in generale hanno un’importanza anche educativa. Perché permettono di contrastare i fenomeni di disagio e di arginare i problemi tra i giovani. Prima di sanzionare, bisogna educare». Parole e musica di Oscar De Pellegrin.
“Musica”, è proprio il caso di dirlo, visto che la riflessione del candidato sindaco è stata sviluppata in occasione dell’incontro-confronto con i giovani artisti di “Belluno Alza la Voce”: nello specifico, Giampaolo Rossi, Alessandro Casol e Davide De Faveri.
Gli interpreti di un autentico inno alla vita, inciso dopo la tempesta Vaia, hanno chiesto a chi correrà per elezioni amministrative quale ruolo avrà la cultura all’interno del programma elettorale. E lo hanno fatto attraverso una lettera pubblica.
La risposta del faro delle liste civiche “Belluno al centro e “Noi con Oscar” non si è fatta attendere. Anzi, De Pellegrin ha invitato gli artisti nella sede dell’Ascolteria. E l’appuntamento si è rivelato ricco di spunti: «Il mio metodo non è quello di imporre delle decisioni e poi di comunicarle alle ragazze e ai ragazzi. Prima è necessario parlare, confrontarsi. In questo senso, gli stessi giovani sono invitati a farsi avanti e a portare le loro idee. Perché progettazione significa anche corresponsabilità».
La prospettiva è quella di creare un tavolo della cultura in cui tutti gli interessati possano far sentire la propria voce ed esprimere le loro diverse sensibilità: «Gli artisti hanno sottolineato la mancanza di una continuità in termini di eventi e i problemi di comunicazione tra le persone che vivono in centro e tra le associazioni. In altre parole, serve un coordinamento e noi siamo pronti a garantirlo. Non basta un concerto o un evento, è necessario un cammino da fare insieme con incontri e appuntamenti continui». In più, vanno coinvolte le scuole: «E va ampliata l’offerta formativa. Perché stimolare l’interesse alle varie forme d’arte, fin da piccoli, permetterebbe ai bambini e ragazzi, che un domani diventeranno adulti, di rimanere al riparo da situazioni e derive spiacevoli».
Servirebbero spazi adeguati per promuovere la musica e la cultura? Verissimo, ma il paradosso è che a Belluno i “contenitori” non mancano: «Per quanto riguarda gli spazi che potrebbero essere sfruttati dai giovani per alimentare la loro creatività, prima si decide la finalità di una determinata area, poi la si progetta e la si riqualifica. In questo senso, siamo pronti a ragionare a 360 gradi. Insieme, sempre e rigorosamente insieme. Senza imporre nulla».



