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Bombardamento di Treviso, 78 anni fa morirono 1600 persone. Zaia: “Oggi c’è chi ancora ritiene la guerra un’opzione e il massacro di civili un prezzo da pagare”

Piazza della Borsa, Treviso 7 aprile 1944

Venezia, 6 aprile 2022  – “Sono trascorsi 78 anni dal primo drammatico bombardamento di Treviso, divenuto per la nostra terra simbolo tragico della guerra con la morte di 1.600 cittadini e la distruzione della città. Da quell’apocalisse, e da altri simili che hanno travolto tutto il Paese, è nata per noi quella consapevolezza del valore della Pace, essenziale a quel progresso umano, sociale ed economico senza precedenti che ha visto protagonista la nostra Regione nel dopoguerra. Oggi stiamo assistendo nuovamente a quello che credevamo ormai impossibile: in Europa c’è ancora chi ritiene la guerra un’opzione da giocarsi sul tavolo della politica, l’aggressione internazionale un atto legittimo, il massacro dei civili un prezzo da pagare”.

Con questo pensiero il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ricorda il settantottesimo anniversario del bombardamento alleato che colpì Treviso il 7 aprile, venerdì santo, del 1944. Quando circa 400 bombardieri americani B-17 e B-24, scortati da P-47 e P-38, decollarono per colpire più obiettivi: i B-17 si diressero su Treviso mentre i B-24 su Mestre e Bologna.

Luca Zaia – Presidente della Regione del Veneto

“Le immagini di distruzione e di morte che giungono in questi giorni dall’Ucraina, così come quelle da qualsiasi parte del mondo dove si sta consumando una guerra – prosegue Zaia –, sono l’icona contemporanea di una tragedia che i nostri genitori e i nostri nonni hanno conosciuto. I bambini che muoiono oggi sotto le bombe sono il simbolo del prezzo più assurdo e più crudele pagato alla guerra, proprio come i 123 bambini, a cui è dedicata la chiesetta vicino la sede della Provincia di Treviso, che trovarono la morte sotto le macerie in quel tragico bombardamento del 7 aprile; un luogo in cui non si può non provare dolore e disprezzo per la guerra”.

“Ogni anno, purtroppo, sono sempre meno i testimoni diretti dell’incursione aerea sul capoluogo della Marca e di quell’impegno di ricostruzione che è seguito nella solidarietà e nel lavoro – conclude il Presidente –; a loro va il mio pensiero insieme alle vittime ed ai sopravvissuti di quel giorno ormai lontano. In questo anniversario, sopravvivranno sempre i loro ricordi nei quali trovare la condanna più concreta della guerra e della violenza insieme alla testimonianza del vero significato della Pace. Quella Pace che è urgente anche per il popolo ucraino”.

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