Venerdì 18 marzo alle 17.30 nella Biblioteca Civica di Ponte nelle Alpi verrà inaugurata la mostra delle opere di Michela Buttignon, con un intervento critico di Alfonso Lentini.
Per partecipare prenotazione in biblioteca: 0437 99214 – biblioteca@pna.bl.it
Dopo avere lavorato per anni come restauratrice del legno (ha collaborato anche con l’Istituto Veneto per i Beni Culturali per il restauro dei soffitti lignei della Grande Moschea di Sana’a nello Yemen) Michela affina le tecniche artstiche con artisti come Roberto Totaro e Gianni Pezzei. Dal 2010 vive in Toscana dove si dedica esclusivamente alla sua arte.

“Scegliere tra le opere che ho creato in questi vent’anni. Capire ciò che voglio mostrare di me stessa, cercare cosa ha senso far vedere in questo momento. C’è un’urgenza?
Un’urgenza mai sopita l’ho incontrata in molti luoghi: è presente sempre, è dolore.
Dolore che mi travolse potente in Armenia anni fa, percorrendo la strada del mio viaggio.
Da qui parto, da questo mio quadro nato dall’incontro con donne silenziose che, portando fiori, camminavano dal centro di Yerevan al memoriale del Genocidio armeno per non dimenticare.
Da questo quadro ha inizio la mia mostra. Da questo quadro che racconta l’esodo, la fuga, la deportazione.
Il dolore di moltitudini erranti alla ricerca di un rifugio, di un luogo e un tempo di pace.
E poi un segno di confini, di fili spinati, di guerra e stermini in un altro quadro dove la pioggia di parole, tratte da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, bagna una terra arida di compassione e fratellanza. Che questa pioggia di parole e questo dolore inondino l’anima di tutte le persone e creino germogli di pace.
Cerco, cerco ancora, riguardo e ripenso al tempo in cui ho disegnato e dipinto. Scelgo l’opera “Abbraccio”, creata in un momento in cui i corpi non si potevano toccare per timore del contagio. I lutti, l’amore e l’amicizia passavano sospesi su di noi. Orfani del corpo gli sguardi vagavano incapaci di comprendere; ma ci abbracceremo ancora, cingerai il mio corpo, comprenderai il mio dolore, nel silenzio di questo meraviglioso incontro.
Scelgo le mie donne esili e potenti che mi hanno sempre accompagnato.
Ed è ancora una donna che ispira una piccola serie di opere. Una donna fuggita ad un’invasione: Agota Kristof che mi incanta con il suo libro “L’analfabeta”. Leggo le sue parole e si intersecano i suoi ed i miei ricordi. Una frase su cui lavorare, pensare, provare, schizzare ed infine creare.
Il femminile ritorna nella Natura matrice delle mie sculture libro, la sua fragilità racchiusa tra le pagine gessate. Natura che si manifesta colorata e festosa, felice di regalarci la vita nell’opera Vele rosse.
E allora “Creare” trova la sua giusta collocazione tra donne, natura e universo. In “Orizzonte degli eventi”, nei cerchi, parole in un ricombinarsi degli elementi.
La mia prima mostra in una biblioteca, perfetto luogo per le mie opere ricche di parole!”
Michela Buttignon


