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Legge quadro montagna. Padrin: “Nuova visione delle terre alte”. Zaia: “Rilancio opportuno della montagna”. Bussone: “Primo passo importante”. Berton: “Punto di svolta”

Ddl montagna, la Provincia di Belluno esprime soddisfazione per il varo in consiglio dei ministri

Roberto Padrin, presidente della Provincia

«La montagna smette di essere periferia e luogo remoto ed entra a pieno titolo nelle aree nevralgiche del Paese». È il commento del presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin al varo in consiglio dei ministri del Ddl montagna (“Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”).

Il disegno di legge introduce misure organiche a sostegno della montagna, raccogliendo in un testo unitario e sistematico interventi normativi finalizzati a ridurre le condizioni di svantaggio dei territori montani. In particolare, misure per attrarre medici e insegnanti, misure per incentivare l’agricoltura di montagna ed evitare lo spopolamento.

«Come ho avuto modo di dire alla lettura delle prime bozze, il valore aggiunto di questa legge è il fatto che non si parla di sussidi alla montagna, ma di sviluppo omogeneo delle aree, con un’attenzione particolare a cittadini e imprese, nella logica di tenere le persone a vivere nelle cosiddette “terre alte”» sottolinea il presidente Padrin. «I territori diventano protagonisti. E le Province possono avere un ruolo chiave nell’attuare politiche legate ai rispettivi piani strategici che ben si integrano nel quadro di questa legge. Da bellunesi lo sappiamo bene e lo abbiamo sempre sostenuto: la montagna non è solo la nostra casa, ma è anche una risorsa ambientale, paesaggistica, storico-culturale e sociale. Ora ci auguriamo che l’iter prosegua spedito e ci sia piena convergenza su queste tematiche».

Luca Zaia – Presidente della Regione del Veneto

“Per il Veneto, soprattutto in ottica Olimpiadi Invernali 2026, una strategia nazionale di sostegno e rilancio della montagna è quanto mai opportuna. Mi auguro che non ci si perda in lungaggini politiche e burocratiche e che, nel cammino verso Milano-Cortina 2026, si possano trovare all’interno di questo ddl elementi di concreta utilità”.

E’ questo il commento del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, all’approvazione in Consiglio dei Ministri del ddl per lo sviluppo delle zone montane.

“Con le Olimpiadi e varie altre iniziative – ricorda Zaia – come Regione abbiamo fatto uno sforzo straordinario di sostegno al futuro nei nostri territori montani, se solo si pensa al Pil che potrà produrre l’appuntamento olimpico, valutato in vari miliardi di euro. Le ricadute positive, non solo su Cortina ma su tutto la montagna veneta, proseguiranno per anni – prosegue il Presidente – ma un provvedimento organico nazionale, in senso generale, può essere utile sia per il prima che per il dopo Olimpiadi”.

“Si apprende – prosegue Zaia – che il disegno di legge interviene, in modo particolare, attraverso lo sviluppo della sanita’ di montagna; scuole di montagna; servizi di telefonia mobile e accesso a internet; incentivi agli imprenditori agricoli e forestali;
misure fiscali di favore per le imprese montane ‘giovani’; misura ‘Io resto in montagna’. Alcune di queste voci, se saranno accompagnate da fondi significativi, e se ne verrà lasciata la gestione alle Regioni, in concreta autonomia, pur senza trascurare il quadro nazionale, potranno dare un aiuto davvero concreto. Anche per le Olimpiadi, ad esempio, servirà una sanità rafforzata, serviranno servizi di telefonia e internet velocissimi, nasceranno nuove imprese giovani e bisognerà sostenerle. Ora il Parlamento deve fare presto e bene”.

 

Uncem apprende positivamente che il Governo ha dato il via libera al disegno di legge sullo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane. Il provvedimento, promosso dal ministro Gelmini, che Uncem ringrazia insieme con il Presidente Draghi introduce misure, anche fiscali, per sostenere la crescita dei Comuni montani e per contrastarne lo spopolamento.

“Ringrazio il Ministro Gelmini, il Presidente Draghi, tutte le forze politiche che hanno lavorato finora a questo provvedimento – commenta il Presidente Uncem, Marco Bussone – Ora sono convinto possa esserci un’azione forte e coesa in Parlamento, per l’iter complessivo del ddl che deve definire come spendere bene per i territori 100 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio per il 2022 e 200 milioni dal 2023. Abbiamo lavorato al provvedimento e ora proseguiamo l’impegno con il Ministero degli Affari regionali, il Dipartimento che ha seguito finora l’iter del ddl, tutti i Sindaci che hanno contribuito con idee e proposte alla stesura del testo”.

Il disegno di legge interviene, in modo particolare, attraverso lo sviluppo dei seguenti punti:
• sanità di montagna (forme di incentivazione in favore dei medici e degli operatori socio sanitari che prestano la propria attività lavorativa nei Comuni montani);
• scuole di montagna (agevolazioni e premialità per gli insegnanti che prestano il servizio scolastico nelle aree montane);
• servizi di telefonia mobile e accesso a internet (Sono incentivati la copertura dell’accesso ad internet in banda ultralarga e gli interventi sulle infrastrutture idonei a garantire la continuità dei servizi di telefonia mobile);
• incentivi agli imprenditori agricoli e forestali (credito di imposta, agli imprenditori agricoli e forestali che esercitano la propria attività nei Comuni montani e che investono nelle pratiche benefiche per l’ambiente ed il clima);
• misure fiscali di favore per le imprese montane “giovani” (credito d’imposta per le piccole e microimprese che intraprendono la propria attività nei Comuni montani destinatari di tale forma di agevolazione e in cui il titolare o almeno uno degli esercenti non abbia compiuto 36 anni di età);
• misura “Io resto in montagna” (detrazioni sul mutuo per chi, con meno di 41 anni, acquista una prima casa in un Comune montano con meno di 2mila abitanti).

 

Lorraine Berton, presidente Confindustria Belluno Dolomiti

“È un segnale importante che arriva in un momento delicatissimo. Il via libera al disegno di legge quadro sulla montagna da parte del Governo è un punto di svolta che attendavamo da tempo. Ringrazio in particolare il ministro Mariastella Gelmini, che fin dall’inizio dell’iter ha coinvolto il mondo dell’impresa. Ora tocca al Parlamento compiere l’ultimo passo, approvando il testo in via definitiva: si faccia il prima possibile perché tra pandemia, guerra in Ucraina e aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, la montagna diventa ogni giorno più vulnerabile perché già segnata da problemi strutturali radicati. Non c’è più tempo da perdere”.

Così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri odierno del progetto di Legge quadro sulla montagna.

“L’ok del Governo mette il punto a un processo di condivisione maturato con tutti i soggetti del territorio, innanzitutto con il mondo produttivo. Si è capito, forse per la prima volta, che la montagna vive solo se ci sono le condizioni per mantenere e sviluppare le imprese, dal manifatturiero ai servizi”, rimarca Berton. “Questo significa creare quelle opportunità utili a frenare la fuga di giovani e famiglie: imprese eccellenti e competitive, capaci di creare opportunità e valorizzare talenti, sono il primo argine contro lo spopolamento, vero male delle nostre terre”.

Confindustria Belluno Dolomiti ha partecipato al Tavolo di lavoro istituito dal Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie attraverso il direttore dell’Associazione Andrea Ferrazzi, facendo anche sintesi dei contributi raccolti attraverso la rete di Confindustria per la Montagna, network nazionale nato a Cortina nella primavera del 2018.

“Abbiamo sempre formulato proposte concrete e puntuali: agevolazioni per i giovani imprenditori, misure per l’innovazione, sostegno alle start up”, sottolinea Berton. “Non abbiamo mai chiesto trattamenti privilegiati o misure assistenzialiste, bensì – semplicemente – di avere le stesse condizioni di partenza degli altri territori. Vogliamo solo confrontarci alla pari”.

“Mi auguro, a questo punto, che le Camere adesso facciano la loro parte senza tergiversare, anche perché c’è una dotazione finanziaria approvata con legge finanziaria, peraltro a partire già dall’anno corrente”, ricorda Berton, riferendosi ai 100 milioni di euro previsti dall’ultimo documento di bilancio per il 2022 e i 200 milioni per gli anni successivi.

“Non ci sarebbero scusanti di fronte a un atteggiamento indolente o defatigatorio di Camera e Senato, ma sono certa che i parlamentari di tutta la montagna italiana sapranno fare rete, a cominciare dai nostri rappresentanti bellunesi. Come Associazione, se necessario, continueremo a dare il nostro supporto anche in questa ultima fase”, la conclusione di Berton. “Si stanno accavallando tante emergenze di inedita drammaticità, ma non possiamo dimenticare i singoli territori, vero motore di ogni ripartenza e ricostruzione”.

 

 

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