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Luigi Cima tra i maestri del vero. Palazzo delle Contesse di Mel, 12 marzo 2022 – 5 giugno 2022

Luigi Cima – Ritorno dai campi 1922 olio su tela 127,5z 77,5

Sabato 12 marzo si apre al pubblico presso il Palazzo delle Contesse di Mel, Comune di Borgo Valbelluna, la personale antologica dedicata a Luigi Cima, in occasione dei 160 anni dalla nascita dell’artista.
Il percorso espositivo ripercorre il periodo che va dagli ultimi decenni dell’Ottocento, anni di formazione dell’artista, sino al 1944, anno della sua morte, ed è volto a celebrarne la figura. La mostra, “Luigi Cima tra i maestri del vero”, è organizzata dal Comune di Borgo Valbelluna, in collaborazione con l’Archivio Storico “Luigi Cima” e l’Associazione Culturale ArtDolomites. È curata dal critico d’arte Antonella Alban, che ha al suo attivo numerose esposizioni e da diversi anni si occupa di approfondire l’arte veneta dell’800 e del ‘900 ed è responsabile dell’Archivio storico “Luigi Cima”.
La pianificazione espositiva prevede circa una cinquantina di opere, provenienti per lo più da collezioni private, alcune di queste totalmente inedite, altre invece veri e propri capisaldi che ci permetteranno di comprendere le trasformazioni avvenute nelle ricerche artistiche del periodo preso in esame. Oltre allo stesso Cima, numerosi i nomi importanti: Ciardi, Favretto, Nono, Bresolin, Dal Zotto, De Blaas– maestri figurativi e accademici – e Bressanin, Fragiacomo, Tito, Tessari, De Stefani, Brugnoli –maestri e amici dell’artista.
All’esposizione principale si accompagna una mostra fotografica (Sala Tina Merlin, Trichiana, Comune di Borgo Valbelluna) che ci condurrà alla scoperta dei luoghi della Valbelluna, territorio amatissimo dall’artista e sua principale fonte di ispirazione. Due fotografi: Dario Tonet e Walter Argenta, ci proporranno una serie di immagini del paesaggio bellunese con uno sguardo contemporaneo sulla natura, in una riflessione sui mutamenti paesaggistici avvenuti nel corso dei decenni che hanno segnato profondamente l’ambiente.
E la ricostruzione dello studio del pittore con l’esposizione al pubblico dei documenti personali conservati nell’archivio storico Luigi Cima (Oratorio di Lentiai)
Infine, per coinvolgere tutto il territorio afferente il neonato comune di Borgo Valbelluna, si prevede un itinerario alla scoperta dei dipinti sacri di Luigi Cima contenuti nelle chiese di Lentiai, Villa di Villa, Mel, Carve, con il preciso intento di presentare alcune opere appositamente realizzate su commesse pervenute da parte del clero.

Sedi espositive
Palazzo delle Contesse, Mel, Comune di Borgo Valbelluna (mostra principale);
Sala Tina Merlin, Trichiana, Comune di Borgo Valbelluna (mostra fotografica);
Oratorio,Lentiai, Comune di Borgo Valbelluna (mostra documenti archivio storico);
Villa di Villa, Mel, Carve, Frontin (opere di Luigi Cima commissionate da parte del clero).
Orari: venerdì 15.00/19.00 sabato- domenica e festivi 9.00/12.00 15.00/19.00
Biglietti € 8 intero € 6 ridotto
Informazioni luigicima2020@artdolomites.it 3290706878
Prenotazioni prenotazioni@artdolomites.it
Siti www.artdolomites.it

Luigi Cima, autoritratto

Luigi Cima nasce a Villa di Villa, comune di Mel, ora Borgo Valbelluna, il 5 gennaio 1860. Dopo aver completato gli studi tecnici a Feltre, si trasferisce a Venezia per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, dove segue i corsi di Eugenio De Blaas. Si dedica con preferenza a scene di vita lavorativa di campagna e montagna del feltrino, al paesaggio animato con figure di acuto verismo, alle scene di vita veneziana ed al ritratto.
Completati gli studi artistici, intraprende dall’inizio degli anni Ottanta una serie di fitte partecipazioni alle principali rassegne pittoriche nazionali; nel 1881 esordisce alla Permanente di Venezia con Casa rustica, Un rivo a Venezia, Al mercato, ottenendo numerosi consensi. Il quadro Il ritorno dal pascolo, presente alla mostra di Torino del 1884, viene acquistato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nello stesso anno partecipa anche alla Permanente di Milano e alla rassegna della Società di Belle Arti di Verona, con Rio dei secchi e Cortile rustico.
Cima, lavorando come disegnatore nello studio dello scultore Dal Lotto e contemporaneamente partecipando alla vita artistica veneziana conosce, frequentandoli, un gruppo di artisti dei quali diventa amico come Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi, Luigi Nono, Bartolomeo Bezzi, Alessandro Milesi.
Nel 1886 espone alla prima mostra della Permanente di Milano tre opere, delle quali Interno di San Marco a Venezia (Preghiera a San Marco), che viene acquistata dal commendator Federico Milyus. Fanno seguito le esposizioni di Venezia del 1887, dove Cima espone Beniamino e Angoscie materne, Estate e Aprile, con un evidente debito alla pittura di Luigi Nono; l’esposizione del 1891 a Monaco di Baviera con Il lavoro dei campi e Il ritorno dal mercato, descrizione di vita quotidiana della città natale; la Biennale veneziana del 1895 con Nevicata e Vacche alla pozza; quella del 1897 con I fabbri. Nello stesso anno a Verona presenta La capraia; all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898 Alla sagra del villaggio; a Milano nel 1900 In primavera. Dopo l’esposizione veronese del 1902, con Ultimi giorni d’autunno e La veglia dei poveri, Cima, amareggiato per l’esclusione dalla Biennale veneziana del 1903, vi espone ancora nel 1905 (L’inverno) ma poi si ritira nel paese natale e non partecipa più alle esposizioni. Cima affrontò anche soggetti di animali, nature morte e composizioni religiose.
Fra le sue mostre si segnalano quella dal 7 aprile al 30 giugno del 1990 nel Palazzo delle Contesse di Mel, intitolata “Luigi Cima 1860-1944”: quella dal 22 dicembre 2000 al 28 gennaio 2001 nella stessa sede sul tema: “Luigi Cima e i suoi allievi”; quella nel 150. Anniversario della nascita del pittore, nelle sale espositive sempre a Mel-Palazzo delle Contesse, dall’8 ottobre 2010 al 6 gennaio 2011 intitolata: “Luigi Cima e l’800 veneziano”.
Cima viene a mancare a Belluno il giorno di capodanno del 1944, a 4 giorni dal compimento degli 84 anni

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