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Invasione Ucraina, Confagricoltura chiede piano d’emergenza

Il presidente Giustiniani: “Gli agricoltori continueranno a compiere il massimo sforzo
per garantire la continuità dei cicli produttivi. Ma serve un piano di emergenza Ue”

Lodovico Giustiniani – Presidente Confagricolturta Veneto

Venezia, 25 febbraio 2022 – All’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, Confagricoltura chiede un piano di emergenza per il settore agroalimentare, coordinato dalla Commissione europea, per assicurare la continuità dei cicli produttivi e garantire i rifornimenti.

“Dobbiamo prepararci ad affrontare una situazione di profonda instabilità – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. La vicinanza alla popolazione ucraina e la ferma condanna a quanto sta accadendo si uniscono al timore per le prevedibili reazioni di Mosca al pacchetto di sanzioni decise dall’Ue. I prezzi del gas e del petrolio continuano a salire e sono praticamente ferme le partenze di cereali dai porti dell’Ucraina. Le sanzioni varate dall’Ue riguardano anche la Bielorussia, che ha deciso il blocco delle importazioni di prodotti agroalimentari dagli Stati membri. Sono già crollate le esportazioni di mele e pere dall’Unione. Il mercato internazionale dei cereali è sotto pressione, anche a causa delle stime relative alla contrazione dei raccolti in Argentina e Brasile per la carenza di piogge. E’ destinato quindi a salire il costo per l’alimentazione del bestiame che già alla fine dello scorso anno ha fatto registrare un rialzo del 30%. Dall’inizio di febbraio le autorità di Mosca hanno anche bloccato le esportazioni di nitrato di ammonio, che è utilizzato per la produzione di fertilizzanti”.

L’Ucraina è il terzo esportatore di cereali a livello globale. La Federazione Russa è al primo posto, anche se ha attuato già dallo scorso anno una limitazione delle esportazioni per contenere l’aumento dei prezzi all’interno.

“Le imprese agricole continueranno a compiere il massimo sforzo per garantire la continuità dei cicli produttivi e il regolare svolgimento delle consegne – assicura Giustiniani -. Ma nessuna impresa può reggere l’aumento dei costi già acquisito e l’ulteriore corsa verso l’alto. Alle istituzioni Ue e al nostro governo chiediamo il varo di misure straordinarie di supporto adeguate alla gravità della situazione in atto. Lo squilibrio dei mercati agroalimentari, innescato nel 2014 dall’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, aveva reso necessario un intervento di sostegno del bilancio europeo di un miliardo di euro. La situazione e le prospettive attuali sono ben più gravi, tra aumento dei prezzi e vere e proprie carenze di produzione”.

 

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