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Premiata con Bollino azzurro l’Ulss Dolomiti con l’ospedale di Feltre

Lӎquipe multiprofessionale

Belluno, 23 febbraio 2022 – Tra i 94 ospedali in Italia premiati oggi dalla Fondazione Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nel quadro della prima edizione del Bollino Azzurro (2022-2023), c’è anche l’Ulss Dolomiti con l’ospedale di Feltre .

Il Bollino Azzurro in Ulss Dolomiti: il riconoscimento di un lavoro di squadra

Il tumore prostatico è tra le neoplasie più frequenti nel maschio. Tuttavia è anche uno dei tumori con un indice di sopravvivenza tra i più elevati, con un tasso a 10 anni del 90%. Un risultato ottenuto grazie alla diagnosi precoce e al progresso delle terapie mediche, chirurgiche e radioterapiche.

L’incidenza dei tumori della prostata in provincia sembra assimilabile ai dati nazionali, in particolare al nord Italia, ed è prossima ai 100 nuovi casi anno ogni 100.000 abitanti.

Fondamentale per la cura della malattia è la diagnosi precoce.
Inoltre, per casi particolari, in Ulss Dolomiti, attraverso
attraverso una nuova tecnologia che consente la fusione delle immagini della Risonanza Magnetica e dell’ecografia permettendo prelievi mirati e precisi durante la biopsia della prostata, con il lavoro di squadra di urologo, radiologo e anatomo patologo, sono possibili diagnosi particolarmente accurate (Fusion Biopsy)

Di fronte ad una neoplasia così frequente nonché biologicamente e clinicamente molto eterogenea, un approccio multidisciplinare e multispecialistica è fondamentale: per il trattamento del tumore della prostata, infatti, le opzioni di trattamento sono differenti e talvolta possono richiedere una combinazione di vari elementi.

Fondamentale, quindi, la presa in carico della persona dalla diagnosi all’intervento, alla successiva cura e al percorso di controllo da équipe multidisciplinari. In Ulss Dolomiti sono attivi i GOM Gruppi Oncologici Multidisciplinari in cui gli specialisti coinvolti si confrontano sul caso, dal radiologo, all’urologo, al medico di anatomia patologica, dall’oncologo al radioterapista, per trovare il percorso di cura migliore per quel specifico paziente.

Per una quota di pazienti con una malattia biologicamente poco aggressiva viene scelto un regime di sorveglianza attiva, che prevede controlli periodici per monitorare l’andamento della malattia.

«Ogni anno, circa 70-100 persone vengono sottoposte nel nostro ospedale a chirurgia di prostatectomia radicale. Le tecniche chirurgiche utilizzate, anche grazie all’ausilio delle moderne tecnologie come la laparoscopia tridimensionale o la tecnologia 4K, consentono una ampia conservazione delle strutture muscolari del pavimento pelvico e delle terminazioni nervose. Questo si traduce in un più rapido recupero dall’intervento e una riduzione dell’incidenza dell’incontinenza urinaria post-operatoria», spiega il direttore dell’Urologia di Feltre Roberto Bertoldin «Inoltre le moderne tecniche radioterapiche, in combinazione o meno alla chirurgia, alla terapia ormonale, alla chemioterapia, ai nuovi farmaci disponibili, permettono una buona gestione anche dei pazienti con malattia avanzata».

La radioterapia dell’Ulss Dolomiti, grazie a tecniche di erogazione modulata della dose abbinate a programmi di trattamento guidato dalle immagini è all’avanguardia per i trattamenti del cancro della prostata, con l’erogazione di alte dosi di radiazioni in sole 3-5 sedute. Questo si traduce in grossi vantaggi: la persona assistita può concludere il ciclo di cure in breve tempo, limitando gli spostamenti e risparmiando tempo, oltre ad avere vantaggi terapeutici, spiega Alessandro Magli, Direttore della Radioterapia di Belluno
«La diagnosi e i trattamenti per le cure della neoplasia prostatica in Ulss Dolomiti risultano in linea con gli standard internazionali», commenta il direttore generale Maria Grazia Carraro. «Il riconoscimento del bollino azzurro ci spinge ancora di più ad incentivare i percorsi multidisciplinari, imprenscindili per offrire il meglio delle cure ai nostri assistiti: quando una persona ha una patologia oncologica nella nostra ulss sa che sarà curata da equipe multi professionali che si fanno carico a tutto tondo del problema sanitario, accompagnando la persona nel percorso diagnostico e terapeutico»

Cos’è il Bollino azzurro?
Il riconoscimento viene assegnato agli ospedali che assicurano un approccio professionale e interdisciplinare nei percorsi diagnostici e terapeutici dedicati alle persone con tumore alla prostata.
Tra gli scopi del Bollino Azzurro vi è quello di segnalare le strutture che favoriscono un approccio multidisciplinare nel trattamento di questa malattia, attraverso trattamenti personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra diversi specialisti, quali urologo, radioterapista, oncologo medico, patologo, radiologo, medico nucleare, psicologo.
Gli obiettivi: migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore alla prostata e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico del paziente.

Gli ospedali che hanno aderito all’iniziativa sono stati valutati da una commissione multidisciplinare di esperti istituita da Fondazione Onda, fra cui figurano i nomi di Giario Conti, Segretario Siuro, Orazio Caffo, Direttore oncologia medica, APSS Trento Presidio Ospedaliero S. Chiara e Rolando Maria D’Angelillo, Direttore U.O.C. Radioterapia del Dipartimento di Oncoematologia, Policlinico Tor Vergata di Roma.

La partecipazione all’iniziativa era aperta a tutti gli ospedali partendo da quelli del network Bollini Rosa di Fondazione Onda. La valutazione delle 155 strutture ospedaliere candidate e la conseguente assegnazione del Bollino Azzurro si sono basate sulla compilazione di un questionario di mappatura articolato su 10 domande, volte a misurare la qualità e la multidisciplinarità dei servizi. Tra queste, 5 fanno riferimento a requisiti definiti essenziali dalla commissione, ovvero: il numero medio di nuovi casi di tumore alla prostata trattati dalla struttura che deve essere superiore a 100, l’offerta di un approccio multidisciplinare per la gestione della malattia, il core team composto da urologo, oncologo medico e oncologo radioterapista, a cui devono aggiungersi anatomo patologo e specialista in diagnostica per immagini. Infine, risulta fondamentale la partecipazione a sessioni e programmi di aggiornamento in tema di tumore alla prostata.
Sulla base di questi criteri, 94 strutture hanno ottenuto il riconoscimento, tra cui, appunto, l’ospedale di Feltre.

 

 

 

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