Padrin: «Incontrerò sindaci e residenti della vallata»
Bond: “Il ministro D’Incà convochi subito un tavolo di lavoro con parlamentari e Anas nazionale”


«I tavoli di concertazione stanno diventando una trattativa senza vie d’uscita. Non si può andare avanti così: servono soluzioni condivise con il territorio e in grado di rendere il più indolore possibile il cantiere alla galleria». È quanto afferma il presidente della Provincia Roberto Padrin, all’indomani dell’ennesimo incontro tra i sindaci del Comelico e Anas, per discutere tempi e modi di intervento al tunnel di ingresso alla vallata.
«Partiamo da un dato di fatto: chiudere la galleria senza dare alternative percorribili – e il passaggio sul Passo di Sant’Antonio, in inverno, non è considerabile come alternativa – non è pensabile. Il Comelico resterebbe praticamente isolato, diventando ancora di più preda dello spopolamento che già è forte nella vallata» sottolinea il presidente Padrin, che ha inserito la questione anche nelle sue linee programmatiche.
La Provincia proprio in queste settimane sta approfondendo la proposta dei sindaci del Comelico di ripristino della vecchia strada “dla Val”, per la quale pare servano 20 milioni di euro.
«Da parte mia e dell’amministrazione provinciale, l’impegno a reperire le risorse, anche attingendo a finanziamenti particolari da parte dello Stato» afferma il presidente Padrin. «Se questa è la soluzione per evitare l’isolamento del Comelico, la condivideremo. Tanto più che anche Anas pare disposta a percorrere questa via. In questo momento la priorità è definire un percorso condiviso, prima di avviare i lavori alla galleria. Nelle prossime settimane salirò in Comelico per incontrare i sindaci e i residenti».

“Lancio un appello al ministro Federico D’Incà: organizzi un incontro per far capire ad Anas le preoccupazioni della gente del Comelico”. È quanto afferma il deputato Dario Bond dopo aver raccolto i timori di residenti e imprese della vallata comeliana.
“Gli interventi sulla galleria sono importanti e utili per garantire la viabilità della valle. Ma non si può pensare di isolare il Comelico. Per questo chiedo al ministro D’Incà di organizzare nel più breve tempo possibile un incontro con l’ingegner Aldo Isi, direttore generale di Anas e persona ragionevole, con tutti i parlamentari della provincia di Belluno e con una rappresentanza delle comunità comeliane. È necessario che Anas nazionale comprenda la pressione che arriva dal territorio e studi modalità alternative per tenere la galleria aperta durante le lavorazioni. O, alla peggio, individui cadenzature diverse nei periodi di chiusura. È impossibile che gli uffici regionali di Anas adottino una posizione così rigida verso la montagna bellunese. Gli amministratori di Anas e il ministro Giovannini devono sapere cosa accade sui territori, lontano da Roma”.
