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A tu per tu con Mayte Sasot

Belluno, 3 febbreaio 2020 – Mayte (Dona Maria Teresa Sasot y Soriano) e la sua nuova boutique in via Loreto a Belluno mi accolgono in tutto il loro splendore.

Raggiante per la recente apertura, mi fa accomodare in quello che sembra un salottino principesco, e subito iniziamo la nostra chiacchierata.

Ogni cosa qui dentro emana grazia ed eleganza: tessuti ricercati, mobili antichi, essenze di profumo; questi elementi e molto altro danno vita al nido creativo della stilista e ne riflettono la personalità.

Da Barcellona a Belluno, cosa l’ha conquistata della nostra città?

Sicuramente le montagne, le Dolomiti. Provenendo da una grande città come Barcellona, per vedere l’erba, i prati, prima dovevo fare chilometri. Qui esco, e posso avere vicino paesaggi e natura. Si respira una vivibile tranquillità”.

Cosa sognava di diventare Mayte da bambina?

Il mio sogno era di fare la ballerina classica. Poi la conoscenza col pittore Salvador Dalì mi ha avvicinata al mondo dell’arte: scultura e moda, in primis. Ho anche vinto un primo premio ad un concorso di scultura italiano. Quello che mi ha sempre attratta è la ricerca della bellezza: con la bellezza puoi cambiare lo stato d’animo della persona, le fai indossare un abito e la trasformi”.

 Ha un suo stilista ‘guru’?

Sì, Brunello Cucinelli.  Non tanto per la moda femminile, quanto più per la sua filosofia imprenditoriale. Nato in un paesino dell’Umbria, è riuscito a costruire un impero: ha creato lavoro per moltissime persone, facendo rivivere e dando luce alla sua terra d’origine”.

 Quando disegna, qual è il suo capo favorito?

Le gonne. Mi ispiro a tutto ciò che è molto femminile, ma anche comodo. Per una persona che sia elegante dalla mattina alla sera, ma anche pratica”.

 Non solo gli abiti, ma anche l’ambiente qui è prezioso…

Sì, ho voluto utilizzare dei mobili d’antiquariato dell’Ottocento. La vetrina è costituita in modo da sembrare un palcoscenico: ci sono dei cubi su cui poggiano gli abiti, i quali variano in modo da essere in sintonia con le stagioni. Poi attorno fiori, lampadari, tronchi di betulla”.

 Che tipo di donna si immagina quando disegna?

Penso ad una donna neoromantica. Oggi nell’abbigliamento si tende ad essere molto uguali e standardizzati. Mentre le mie collezioni sono delle mini-collezioni: sono capsule ripresentate.  Cioè pochi capi, per rimarcare l’unicità del prodotto. Una donna che entra qui voglio che si identifichi come donna: che si senta coccolata… che il suo stato d’animo cambi con un abito, o con un soffio di profumo”.

(vdn)

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