
Belluno 1 febbraio 2022 – “Con l’offerta vincolante di acquisto nei confronti di Acc, il Gruppo LU-VE attraverso Sest – con i suoi amministratori delegati Michele Faggioli e Matteo Liberali – sta dimostrando amore per il territorio, coraggio imprenditoriale e lungimiranza. Lo sta facendo con i fatti e non con le parole. A Sest e alla sua dirigenza vanno il plauso e il pieno sostegno di Confindustria Belluno Dolomiti. Un contributo altrettanto fattivo, a questo punto, vorremo vedere anche da parte delle Istituzioni – locali e nazionali – perché il manifatturiero bellunese non venga lasciato solo e possa contare su infrastrutture materiali e immateriali all’altezza delle sfide che lo attendono, nonché su reali politiche a sostegno dell’innovazione e della creazione di nuove competenze”.
Così Lorraine Berton, presidente dell’Associazione degli industriali bellunesi, commenta la discesa in campo della limanese Sest nel salvataggio dell’Acc di Borgo Valbelluna.
“Sest è un simbolo di responsabilità sociale e di innovazione. Il suo modello di sviluppo sostenibile potrebbe davvero fare la differenza per Acc e traghettarla verso nuovi modelli di industrializzazione e rinnovata competitività puntando all’eccellenza. Allo stesso tempo, Sest, così come tutte le aziende sane bellunesi – che sono la stragrande maggioranza e hanno trainato la ripresa – vanno sostenute creando le condizioni per un ambiente che sappia guardare oltre la pandemia e cogliere le nuove opportunità di mercato presenti a livello internazionale”.
“Confindustria si è mossa con Luiss Business School e l’Its Meccatronico, animando il Digital Innovation Hub e tante iniziative a sostegno delle aziende. Ma per creare quell’ecosistema dell’innovazione utile a questo territorio serve uno sforzo corale, strumenti ad hoc come quelli presenti nella Legge quadro della montagna che chiediamo venga approvata quanto prima”, afferma Berton.
“Confindustria Belluno Dolomiti ha sempre partecipato, attraverso il suo ufficio sindacale, a tutti i Tavoli di confronto su Acc, auspicando soluzioni concrete e trasmettendo le opportune informazioni ai suoi associati, senza clamori e con grande responsabilità. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo in silenzio, perché operazioni come quella di Sest sono il frutto di percorsi ponderati, sofferti e complessi. Non è una decisione a cuor leggero ma l’assunzione di un impegno imprenditoriale importante, cui deve seguire una responsabilizzazione delle Istituzioni di ogni livello chiamate a dare risposte strutturali e di vera politica industriale”, conclude Berton.



