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A caccia con minori al seguito

Questo è lo scempio che mi sono trovata davanti l’altra mattina vicino a casa mia. La sera prima, col buio, avevo avvertito da dentro la mia abitazione un forte colpo, quasi un’esplosione che mi spaventò a morte. Sono quindi salita in auto e ho guidato in direzione dello sparo, quando mi sono imbattuta in alcuni individui, sedicenti escursionisti, che si proponevano come tali avendo con sé un minore, poco più di un bambino (una mistura orrenda e spaventosa di addestramento a cuore di pietra e volontà di gettare fumo negli occhi e confondere dato che lo sparo è avvenuto in zona abitata, per non parlare della pericolosità considerando che spesso muoiono bambini o ragazzi, ben cinque nel 2012, per disattenzione di adulti nel maneggiare fucili).

C’è stato anche un tentativo di intimidirmi: il minore si sarebbe spaventato per la mia auto ferma coi fari accesi! Sembra una meschina abitudine del luogo, da parte di alcuni cacciatori e di alcuni loro parenti e figli, usare i piccoli per insinuare che li spaventerei durante la mia azione di’ vigilanza venatoria’! E il mio pensiero è andato a quella, a casa, che forse per il quieto vivere o per tenersi un ‘uomo’ o semplicemente per crudezza d’animo, a tanto orrore acconsente, storpiando e deviando lo spirito di protezione che in un bimbo educato in maniera sana suscita naturalmente la vista di animali così docili e indifesi. Quella non può dirsi madre!!!

Tamara Panciera – Borgo Valbelluna