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Viabilità. Cestaro: “Aspettiamo dal governo un segnale forte”

Silvia Cestaro – Consigliere regionale

Il collegamento dell’A27 ai valichi confinari è l’unica risposta che può dare un futuro alle terre alte bellunesi e al Comelico. “Cosa stiamo aspettando? – chiede la consigliera regionale Silvia Cestaro – Abbiamo bisogno di uno Stato presente anche nei territori più svantaggiati della nostra montagna, aspettiamo un segnale forte. Il nostro è un appello al Governo, perchè i fondi del Pnrr vengano spesi anche per la viabilità della parte alta del Bellunese”. L’ennesimo fine settimana da incubo nelle strade della provincia ricorda come il problema della viabilità sia una questione che non può più essere procrastinata. Per i sindaci di Agordino e Cadore ne va della vita delle comunità locali. “E se dovesse capitare un’emergenza durante i fine settimana? Come la mettiamo con i mezzi di soccorso? – chiede il primo cittadino di Cibiana e consigliere provinciale, Mattia Gosetti – Qui la situazione è ormai insostenibile”.

Il prolungamento dell’autostrada è previsto dal Piano regionale dei trasporti, è inserito nel Ptrc – Piano territoriale regionale di coordinamento e anche nel Ptcp – Piano territoriale di coordinamento provinciale, qui inserito nel 2009 dall’allora presidente della provincia Gianpaolo Bottacin. Servono però fondi. “La Regione ha pianificato a vari livelli, perchè è evidente l’urgenza di dare una risposta al territorio così come è chiaro, ormai, che gli interventi a Longarone non hanno risolto il disagio – prosegue Cestaro -, ma ora serve un segnale forte da parte dello Stato. Il problema deve essere preso in mano a livello governativo, così come è già stato fatto nel Sud Italia. Non è più accettabile restare imbottigliati nel traffico: in Valboite, in Agordino, in Val del Biois vivono migliaia di persone che hanno bisogno di spostarsi per lavoro, per andare in ospedale e per accedere ai servizi e questo deve essere reso possibile. Ormai è evidente la necessità di collegamenti tra le valli e di una viabilità complanare, ma questo è possibile solo pensando ad uno Stato presente anche nei territori difficili della nostra montagna”. Lo sviluppo dell’auto elettrica a basso inquinamento e la sua diffusione in futuro, d’altra parte, non risolveranno i problemi lungo le strade di montagna, toglieranno inquinamento, certo, ma i disagi per la popolazione legati agli ingorghi resteranno. L’unica soluzione resta sempre quella di adeguare la rete viaria.

Per i sindaci la viabilità bloccata, le lunghe code, il traffico in tilt sono ormai un incubo che, di fatto, aggiunge isolamento all’isolamento e rema contro la lotta portata avanti per combattere lo spopolamento. “La situazione è ormai insostenibile per il nostro territorio, caratterizzato da una fragile viabilità – commenta il sindaco Gosetti -. Nel periodo di alta stagione, sia invernale che estiva, i paesi lungo le statali come l’Alemagna vivono situazioni drammatiche, sono completamente bloccati. A peggiorare il tutto, oggi, ci sono i navigatori e le nuove tecnologie che invitano gli automobilisti a imboccare le pochissime strade secondarie per evitare il traffico e creano così altri imbuti e altri grossi problemi. Come fanno i nostri cittadini, in giornate come quella di ieri? La mia preoccupazione va, in particolare, alle possibili situazioni emergenziali. I sindaci sono stufi di promesse, è imperativo intervenire sulle strutture viabilistiche del nostro territorio e ridare ai cittadini un po’ di respiro”