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Bando regionale per l’innovazione nelle pmi, Puppato “Un’occasione importante per le nostre imprese”

Giovanni Puppato, consigliere regionale

Per il manifatturiero bellunese potrebbe prepararsi la svolta. “Il 2022 offre buone opportunità – dichiara il consigliere regionale bellunese della Lega, Giovanni Puppato -, le imprese bellunesi dovranno saperle cogliere”. Innovazione, sviluppo tecnologico in chiave sostenibile, sono queste le direttive del “Bando per l’erogazione di contributi finalizzati al riposizionamento competitivo delle PMI, al sostegno agli investimenti e alla promozione della digitalizzazione e dei modelli di economia circolare” pubblicato lo scorso mese dalla Regione e la cui scadenza è fissata per il 9 febbraio del prossimo anno. Il fondo messo a disposizione per il 2021 è di 33,5 milioni di euro e una parte potrebbe arrivare, naturalmente, a Belluno. Puppato rivolge un appello alle pmi bellunesi perchè colgano l’opportunità per rinnovarsi, stare al passo con le nuove tecnologie ed evolvere l’impresa nella direzione di un maggior rispetto per l’ambiente.

Il nuovo bando è stato approvato dalla giunta veneta nelle scorse settimane e prevede la concessione di contributi alle pmi, finalizzati a sostenere gli investimenti, la promozione della digitalizzazione e di nuovi modelli di economia circolare.
“Con questo bando – spiega Puppato, al quale l’iniziativa sta particolarmente a cuore – si intende valorizzare i settori della produzione del settore manifatturiero e dei servizi alle imprese. Ovvero far crescere “la cultura d’impresa”, rilanciandola attraverso lo sviluppo di prodotti e servizi in un’ottica di economia circolare e di sviluppo sostenibile. La crisi della montagna, lo spopolamento, la mancanza di opportunità si combattono così, con aiuti che stimolano investimenti e quindi in grado di mettere le nostre aziende al passo con quelle dei grandi centri”.
La disponibilità finanziaria per il 2021 è di 33,5 milioni di euro, con possibilità di risorse aggiuntive in caso di future, ulteriori, disponibilità. I contributi possono essere
a fondo perduto fino al 30% con limite massimo di 150 mila euro su una spesa di 500 mila, mentre il limite minimo è fissato a 24 mila su una spesa di 80 mila. Le spese inferiori a 80 mila non saranno ammesse. Il beneficiario può eventualmente chiedere il 40% sulla spesa, a titolo di anticipo. Le domande potranno essere presentate fino al 9 febbraio, i progetti, poi, dovranno venir conclusi entro il 14 febbraio del 2024.

“La ripresa delle attività dopo gli sforzi dovuti al virus, ha portato alla luce il problema della disponibilità di energia a livello mondiale, ma contemporaneamente i cambiamenti climatici ci stanno obbligando a rivedere anche l’uso che ne facciamo di questa energia, perciò dove non è possibile incrementare la produzione è necessario ridurre i consumi – prosegue il consigliere -. E come possiamo ridurre i consumi nelle imprese economiche? Adottando nuove tecnologie o nuovi processi produttivi che siano più efficienti, rivedendo il processo produttivo anche con il riutilizzo di materie prime ricavate dal riciclo o di “scarti” di lavorazioni che possono diventare materie prime per altri processi. La Regione del Veneto si sta già muovendo in questa direzione, anche negli aspetti normativi con il lavoro del Consiglio Regionale. Questo bando servirà a promuovere la transizione in chiave 4.0 delle imprese per ottenere una maggior efficienza nei processi, una riduzione dei consumi e un maggior rispetto per l’ambiente. Invito pertanto tutti gli imprenditori bellunesi di valutare la partecipazione, sia per rafforzare le loro aziende per il futuro, sia per integrare la produzione con il rispetto della natura”.

Gli interventi dovranno essere realizzati nel territorio del Veneto e i soggetti beneficiari potranno essere solo pmi del settore manifatturiero e dei servizi d’ impresa. I progetti, per essere ammissibili, dovranno essere rivolti all’innovazione tecnologica dei prodotti, all’ammodernamento di impianti e di macchinari, alla ristrutturazione e alla riconversione aziendale verso modelli di economia circolare e sviluppo sostenibile. Non solo, sono incluse anche le spese per l’efficientamento energetico e quelle per l’acquisto di programmi informatici.

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