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La Provincia di Belluno certificata Family Audit per flessibilità e conciliazione tempi di lavoro

Padrin: «La qualità di vita dipende anche dal tempo passato sul luogo di lavoro»

Roberto Padrin – Presidente della Provincia

Provincia di Belluno a misura di dipendenti. Al termine di un percorso durato 8 mesi, partito con l’adesione al Progetto del Consorzio Bim Piave “Family Audit, un cambiamento per il territorio bellunese”, l’ente di Palazzo Piloni ha ottenuto la prima certificazione da parte dell’Agenzia per la coesione, la famiglia e la natalità Ufficio Family Audit della Provincia di Trento (ente certificatore).

«Si tratta di un riconoscimento importante – commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. In una società sempre più attenta alle questioni della sostenibilità sociale e dell’inclusione, il nostro ente si è dato da fare in maniera concreta per raggiungere gli obiettivi. Grazie a tutti i dipendenti che hanno lavorato al progetto e al Consorzio Bim che ha contribuito finanziando le spese di certificazione».

In questi 8 mesi un gruppo di dipendenti provinciali rappresentanti dei diversi settori, guidati dalla consulente Family Audit Elisa Rivaben, ha messo a punto il Piano aziendale poi approvato dall’amministrazione e accolto dal Consiglio dell’Audit. Il Piano si compone di 26 azioni suddivise in 6 macro ambiti che comprendono l’organizzazione del lavoro, cultura aziendale – diversity equality e inclusion management, la comunicazione, welfare aziendale – people caring, welfare territoriale e nuove tecnologie.

Il Piano sarà realizzato nella sua interezza nei prossimi tre anni e ha come obiettivo principale la conciliazione della vita lavorativa con la vita privata, aumentando la motivazione e il benessere dei dipendenti provinciali.

Le prime azioni si sono, in parte, già concretizzate con la concessione a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta dello smartworking, inteso come modalità di lavoro non prevalente che permette, lavorando da casa, di curare figli, genitori o parenti.

Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro lavorerà e si confronterà con l’amministrazione per modificare l’orario di flessibilità in entrata, ridefinire le fasce di part-time settimanali, istituire e promuovere l’istituto delle ferie solidali quale modalità di accantonamento in un fondo di giornate di ferie da destinare volontariamente ai colleghi che si trovano in situazioni di grave e urgente necessità; e anche per introdurre la figura del mobility manager per il sostegno alla mobilità casa-lavoro.

Altro obiettivo del Piano è formare dirigenti, responsabili di servizio, amministratori e dipendenti in tema di conciliazione al fine di aumentare la consapevolezza attorno a un tema da sempre complicato da concretizzare. Periodicamente saranno somministrati ai dipendenti un questionario sui fabbisogni di conciliazione e uno sul benessere organizzativo in modo da tenere sotto controllo l’evolversi del clima aziendale e intercettare nuove esigenze da risolvere con nuove azioni.

Più ambiziosa l’istituzione di un fondo per finanziare il Piano Family Audit e altre iniziative di conciliazione e l’allestimento di una stanza da destinare alla pausa pranzo, aprendo la possibilità di ospitare anche i familiari, ed eventualmente l’allestimento di un servizio di custodia e doposcuola.

Il Family Audit non è solo per i dipendenti, ma permette di realizzare azioni che hanno ricadute positive su tutto il territorio provinciale e sull’ambiente. Le azioni, in tal senso, vanno dall’uso delle biciclette dell’ente per gli spostamenti in città, a una collaborazione con la Consigliera di Parità per promuovere una ricerca sulla disparità di trattamento tra generi; dall’introduzione di sistemi di premialità nei bandi di gara per i concorrenti aderenti al Family Audit o che dimostrano politiche di gestione del personale orientate alla conciliazione fino alla sensibilizzazione alle iniziative di solidarietà promosse sul territorio attraverso la circolazione di informazioni tra lavoratori, tra le quali sostengo all’iniziativa del Fondo Welfare.

«È un orgoglio aver ottenuto la certificazione Family Audit in quanto il benessere dei dipendenti è fondamentale, per mantenere un buon ambiente di lavoro – conclude il presidente Padrin -. Il Piano Family Audit ci permette finalmente di mettere nero su bianco azioni concrete per andare incontro alle esigenze di tutti. E può costituire un esempio anche per i Comuni. Tutti gli enti locali stanno registrando grandi difficoltà nel reperimento di personale: poter garantire maggior qualità di vita nel lavoro quotidiano è sicuramente uno strumento utile per contrastare un problema annoso per le risorse umane».

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